Il Tirreno

Pisa

L’addio a Erika: il suo desiderio in una lettera

di Danilo Renzullo
La folla ai funerali di Erika Ferri, nel riquadro
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La folla ai funerali di Erika Ferri, nel riquadro

Pisa, la donna è morta a 38 anni. Il suo ultimo pensiero è stato per gli altri: «Al mio funerale si parli di cultura dei trapianti»

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PISA. Il suo ultimo pensiero è stato per gli altri. Per chi, come lei, ha dovuto affrontare attese e difficoltà. Il suo ultimo desiderio è stato di trasformare il suo funerale in un momento di sensibilizzazione. Il suo sogno di rendere più agevole la vita delle persone trapiantate e di abbattere gli ostacoli di quelle che un trapianto lo attendono. Erika Ferri, 38enne pisana, se ne è andata in silenzio mercoledì scorso. Con quella leggerezza e quel sorriso che hanno contraddistinto la sua breve vita che, seppur irta di difficoltà, ha affrontato sempre con gioia ed altruismo. Informare e sensibilizzare sulla necessità della donazione di organi erano i suoi obiettivi primari.

Lo ha fatto quando era in vita. Lo ha voluto anche nel giorno del suo funerale. Il suo ultimo desiderio lo ha affidato ad una lettera indirizzata ai familiari e alle associazioni di cui da anni faceva parte. Super tifosa del Pisa, dipendente della Vodafone, ha chiesto di essere salutata volgendo il pensiero agli altri.

A chi quotidianamente è costretto a lottare contro il tempo e a chi deve la sua vita al gesto di altruismo e solidarietà di un'altra persona. «Ha chiesto un funerale che non fosse fine a se stesso», dice Martina Meniconi, presidente del comitato comunale dell'Aido di Pisa, mentre cerca di trattenere le lacrime. «Come persona trapiantata credeva molto nella donazione di organi - prosegue -. Ha chiesto che venisse allestito all'esterno della chiesa un banchino informativo con il materiale delle associazioni dei trapiantati», di cui Erika faceva parte, e di trasformare quel momento di commozione in un'opportunità di riflessione collettiva. I volontari dell'Aido, l'associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, e quelli di Vite Onlus, associazione pisana di trapiantati di fegato, rene, pancreas e rene-pancreas, si sono riuniti davanti all'ingresso della chiesa di Sant' Apollinare di Barbaricina - dove ieri pomeriggio decine e decine di amici, familiari colleghi o semplici conoscenti, hanno salutato per l'ultima volta Erika - per esaudire l'ultimo desiderio della 38enne e portare avanti la battaglia di quella ragazza «solare e sempre sorridente».

Prima e dopo il rito funebre, i volontari delle due associazioni hanno distribuito volantini e brochure per sensibilizzare i tanti presenti sulla necessità della donazione di organi e tessuti. Un gesto che ogni anno contribuisce in media a salvare tremila dei novemila pazienti in attesa del trapianto. «Circa 500 però non ce la fanno ad aspettare - prosegue Meniconi -. È necessario fare molto di più». Un impegno che continueranno a portare avanti le associazioni e i tanti che al termine della cerimonia funebre hanno accompagnato Erika nel suo ultimo viaggio con il lancio di decine di palloncini rossi e un lungo applauso, dedicato a quella ragazza che è riuscita a trasformare le difficoltà in un'opportunità di crescita collettiva. Fatta di solidarietà e di altruismo.

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