Il Tirreno

Pisa

assedio al centro

Far west carico-scarico: «Corso Italia sembra l’A12»

di Mario Neri
Far west carico-scarico: «Corso Italia sembra l’A12»

I corrieri: «Impossibile rispettare il divieto, i negozi aprono tardi»

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PISA. Altro che area pedonale e struscio slow fra le vetrine. Altro che zona a traffico limitato per i corrieri. Ne ha appena fatto le spese questo ragazza sulla carrozzina. Sono le 11.03, lo stop alle consegne è in vigore dal oltre un’ora eppure ha appena dovuto fare lo slalom fra un furgone della Bartolini e uno della Fidelitas. In un’ora, da piazza del Carmine, sono passati almeno dieci mezzi. Perché dopo le 10, Corso Italia sembra ancora l’A12. Anzi, l’autostrada comincia ad animarsi proprio da quell’ora, che invece da anni è appunto la soglia massima fissata dal Comune per il carico e scarico merci nella via dello shopping. Sulla carta la fascia oraria mattutina per rifornire negozi e bar va dalle 7 alle 10. Sulla carta, appunto.

Ieri mattina solo dalle 10.39 e alle 11, in poco più di venti minuti, abbiamo contato sul corso due furgoncini rossi Brt, uno arancione della Tnt, uno della Gls, uno dell’Enel, uno Fidelitas, un’Ape-netturbina del Comune. Un’invasione, il centro sotto assedio, tanto da incrinare l’immagine del corso pedonale e libero dal traffico. Anche perché «alcuni nostri clienti ogni tanto rischiano di venir perfino investiti all’uscita del negozio - dice Monica Bellomini, titolare della libreria Fogola - Per evitare il dehor del bar di fronte, infatti, i furgoni si accostano sulla destra, passando a pochi centimetri dalla porta».

Solo che i cow boy di questo far west lo sarebbero contro la loro volontà. «Ogni mattina siamo in due a doverci spartire 70 negozi - dice Stefano Minna, corriere di Brt - Ogni giorno io soltanto ne rifornisco almeno una cinquantina e il mio collega, che trasporta materiale più grande, altri venti. La maggior parte dei negozi che serviamo però apre proprio alle 10, sono soprattutto negozi e grandi catene dell’abbigliamento. Ditemi voi come dovremmo fare per rispettare il divieto». Fermarsi in una strada parallela a Corso Italia e da lì trasportare i pacchi sui carrelli? «Come no? Mi spaccherei la schiena in un mese. Per questo piuttosto ogni tanto accetto il rischio della multa».

«Non possiamo retrocedere sui vincoli - dice Giuseppe Forte, assessore alla mobilità - i nostri centri storici sono fragili, ma non possono essere solo le istituzioni a risolvere i problemi. Se le imprese commerciali e dei corrieri si mettessero d’accordo credo che la fascia oraria potrebbe venir rispettata». Insomma, dovrebbero essere i negozianti ad accettare di aprire prima. «Sono state le grandi catene ad imporre l’apertura alle 10 costringendo di fatto un po’ tutti all’orario continuato - dice Daniele Volpi, titolare del Dan John - Noi siamo qui dalle 9,30, ma prima sarebbe impossibile». Lavorare stanca, diceva Pavese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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