Il dolore
Con l’inedito Dalì Palazzo Blu punta a centomila visitatori
Apre domani la mostra sul grande artista spagnolo Bracci Torsi: «Anche conferenze con critici e giornalisti»
PISA. Salvador Dalì come non è stato mai visto, ammirato, valutato, interpretato. Palazzo Blu è pronto a calare l’asso, ad indossare il suo abito migliore com’è abituato a fare per le grandi occasioni.
Il genio del grande artista spagnolo sarà, a partire da domani e fino al 5 febbraio 2017, a disposizione del pubblico grazie ad una mostra di 150 opere, dal titolo “Dalì. Il sogno del classico”, organizzata con la collaborazione della Fundación Gala-Salvador Dalí e MondoMostre. Un percorso che intende raccontare, attraverso una selezione mirata, la grande influenza che l'eredità classica esercitò sulla prolifica produzione artistica del marchese di Púbol. Una visione assolutamente inedita, che vuole innanzitutto evidenziare l’ecletticità di Dalì, che fu anche disegnatore, illustratore e intellettuale. La rassegna propone infatti anche una intera serie di xilografie della Divina Commedia, commissionata a Dalì nel 1950 dal ministro italiano della Pubblica Istruzione, e 42 illustrazioni per l'Autobiografia di Benvenuto Cellini.
Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu, è orgoglioso di poter regalare a Pisa e alla Toscana questo autorevole spaccato di cultura e arte di valenza internazionale. E fa bene ad esserlo. Già alla vigilia dell’apertura la mostra su Dalì è destinata ad equiparare se non superare lo straordinario successo riscontrato l’anno scorso dall’esposizione su Toulouse-Lautrec, che fu visitata anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che oltrepassò le novantamila presenze.
«Per la dimensione spaziale e di mercato che contraddistingue Palazzo Blu - spiega il presidente Bracci Torsi - non possiamo certo permetterci di allestire delle mostre monografiche di grandi artisti. Del resto, queste si vedono nelle grandi capitali europee, nemmeno a Roma ad esempio. Ci dobbiamo quindi concentrare su un aspetto della produzione artistica da inquadrare in un contesto più generale. E in Dalì abbiamo scelto la fase del suo avvicinamento al classico, coi suoi lavori che provengono principalmente dal Museo Fundación Gala-Salvador Dalí di Figueres, dal Dalí Museum di St. Petersburg in Florida e dai Musei Vaticani».
Anche per Dalì Palazzo Blu strizza l’occhio al traguardo dei centomila visitatori.
«Per fortuna - dice Bracci Torsi - abbiamo ormai uno zoccolo duro ben consolidato di persone che ci seguono e che vengono a trovarci a prescindere dal tema proposto. Di solito questo si attesta sul 60% delle presenze complessive. Un altro 25% arriva poi dalle altre città della Toscana ed il resto da fuori regione e dall’estero. Parallelamente alla mostra organizzeremo anche degli incontri nel nostro auditorium, legati sempre alla carriera e alla vità di Dalì, con critici e giornalisti. Non si tratterà di lezioni accademiche, bensì di conferenze abbastanza snelle basate comunque su solide basi scientifiche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
