Il Tirreno

Pisa

Sms, selfie, chiamate: in mezz’ora beccati 36 automobilisti indisciplinati

di Mario Neri
Sms, selfie, chiamate: in mezz’ora beccati 36 automobilisti indisciplinati

Per le statistiche 3 incidenti su 4 causati dall’uso del cellulare: a Pisa solo 7 multe al mese. Ecco la nostra prova sul campo

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PISA. Dopo quindici minuti di osservazione compare il campione: a sinistra dita e occhi occupati a frugare in rubrica, il braccio destro incrociato davanti al corpo per scuotere la cenere della sigaretta fuori dal finestrino. Il funambolo alla guida della Nissan color oro metallizzato ha appena superato lo stop, è il ventunesimo automobilista che vediamo viaggiare bendato dalla nostra postazione.

Sì, bendato. Perché questo dicono gli studi di Polizia stradale e Aci. Il tempo che impieghiamo per comporre un numero o quello in cui il nostro sguardo resta incollato al monitor del telefonino per mandare un sms o controllare una mail è tempo passato al buio, da 10 a 14 secondi. E sempre secondo le statistiche così fan tutti, è un fenomeno dilagante, l'effetto smartphone sarebbe causa ormai di 3 incidenti su 4. Per arginarlo, in Italia le multe per questo tipo di infrazione sono aumentate del 26,6%.

Non a Pisa però. In tutto il 2015, infatti, i vigili urbani hanno pescato 95 persone a guidare con il cellulare incollato all'orecchio o, peggio, beccati a smessaggiare, farsi selfie, spippolare sui social o scrivere in chat. Nei primi 8 mesi di quest'anno, i multati sono stati invece 54, con un trend che per ora non sembra poter riconfermare quello dell'anno precedente, una media di 7 sanzioni ogni mese. Così, ci siamo piazzati qui, all'incrocio fra via Matteucci e via Pietro Nenni, per provare a verificare sul campo se davvero i pisani siano quello che raccontano i dati. Ecco, in mezz’ora di test (ovvio, il campione non è può essere "scientifico") i pirati accertati sono stati 36, più di uno al minuto. Tre alle 11,30, altri tre alle 11,32, una bionda a bordo di una Golf che digita qualcosa e contemporaneamente parla alle 11,33, un ragazzo su una Kia al telefono subito dietro, un'altra signora che spulcia la rubrica di un iPhone a bordo di una Peugeot rosa tre minuti dopo, insomma giovani, meno giovani, di mezza età o anziani non fa differenza. È un flusso continuo. Uomini e donne, a bordo di suv, utilitarie, camioncini, taxi o in moto, perfino alla guida di mezzi pubblici. Così alle 11,44 da via Nenni sbuca una donna al telefono al volante di una Panda della Asl. Un altro campione della categoria si fa vivo invece sul finale, alle 11,56. Panda blu elettrico diretta in via di Cisanello. Testa china, dita della mano sinistra che tamburellano su un iPad, mano destra sulla manopola del volume dello stereo. Ogni tanto per il fotografo Fabio Muzzi è perfino impossibile immortalarli tutti. Non fai in tempo ad adocchiarne uno su un lato della strada che ne schizza un altro in direzione opposta.

Le telefonate non sono nemmeno più la principale fonte di distrazione alla guida, ormai sono equiparate all'uso dei social, alla scrittura o alla lettura di sms o messaggi in chat, molto più difficili da intercettare dalle forze dell'ordine. Ormai il cellulare è diventato la tua casa, il tuo ufficio, il tuo mondo personale. Ma valli a pescare tutti i bendati della strada. Il telefonino non sta più in alto all'orecchio, ma in una mano tenuta in basso o appoggiata sul sedile: appena vedi i vigili lo molli immediatamente facendo risalire la mano spedita al volante. Non sono in pochi quelli che ieri si sono stupiti di vedere fermi e ritti al semaforo un uomo con un teleobiettivo lungo trenta centimetri e un altro con un taccuino. Qualcuno deve pur essersi insospettito. Ma è un fenomeno dilagante, tanto che secondo Aci e Polstrada 3 incidenti su 4 sono causati dalla distrazione, e ad abbassare il nostro livello di attenzione è soprattutto lo smartphone. Per questo a Firenze, ad esempio, da due anni c'è una pattuglia dedicata alla caccia a chi guida alla cieca. Nel 2015 sono stati ben 1.353 i sanzionati, 735 nei primo sei mesi, più di cento ogni mese. A Torino, per combattere un fenomeno ritenuto dilagante, si organizzano squadre con i vigili in borghese e sulle moto e da tempo il nucleo di investigazione scientifica della polizia municipale sequestra ogni apparecchio tecnologico rinvenuto a bordo di un'auto coinvolta in un incidente grave, dal telefonino al tablet, per controllare che uso ne stesse facendo chi l'ha provocato. Nel giro di cinque anni si è arrivati a 5mila contravvenzioni all'anno. Solo ad agosto si è raggiunta quota 423 violazioni accertate. A Bari, una volta al mese, usano il telelaser. La macchina a settembre ha consentito di spedire 138 verbali con tanto di foto dell'automobilista beccato a chattare o parlare al telefono e quella della targa dell'auto.

E allora perché a Pisa così pochi riscontri? Certo non è una città paragonabile, per numero di residenti e utenti, a Bari o Firenze. Il capoluogo toscano conta quasi 400mila abitanti, Pisa 90mila, nella città gigliata circolano 400mila auto ogni giorno, a Pisa 70mila. Ma soprattutto sembrano dotazioni e organici a fare la differenza. «Abbiamo trenta vigili per turno - dicono dalla polizia municipale - E fra controllo del territorio, movida, sicurezza pubblica, controllo del commercio, posti di blocco, non è facile dedicarsi a tutto».

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