La manifestazione
Raphael, nessun colpevole per la morte al teatro Lux
Disposta l’archiviazione nei confronti dei quattro indagati per omicidio colposo L’attore strangolato sul palcoscenico. Non sono state accertate responsabilità
PISA. Per la morte di Raphael non ci sono responsabilità. Nessun colpevole. Il gip, Elsa Iadaresta ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore, Giancarlo Dominijanni nei confronti dei quattro indagati all'epoca del tragico incidente in cui perse la vita, durante un monologo, l'attore 27enne rimasto strangolato in scena al teatro Lux tra sabato 30 e domenica 31 gennaio.
Un'inchiesta per omicidio colposo rapida al termine della quale gli inquirenti hanno ritenuto che la fatalità più che la negligenza possa aver influito sulla sorte di Raphael Schumacher, il giovane Brunate (Como) arrivato a Pisa per partecipare a un evento teatrale. Poco più di un incontro tra amici, legati dalla passione per il palcoscenico e uniti nel piacere di coltivare l'arte della recitazione.
Gestori del teatro e organizzatori della serata non sono, quindi, responsabili di quello che accadde nel giardino del Lux. Le motivazioni sono diverse: non si trattava di uno spettacolo a pagamento; l'attore non era stato pagato; non c'era una forma contrattuale che legava esibizione e promotori dell'evento; a livello organizzativo non c'erano carenze. In sostanza la figura di Raphael era quella di un lavoratore autonomo che di sua iniziativa aveva scelto il luogo in cui mettere in scena il monologo, modificandone anche il finale con l'utilizzo di un cappio anziché una pistola come prevedeva il testo originario.
L'archiviazione, contro la quale i familiari di Raphael non si sono opposti, riguarda Gabriele De Luca e Andrea Vescio, i due direttori artistici del Lux nonché animatori della "The Thing", l'associazione che gestisce il teatro, e Alberto Ierardi e Giorgio Vierda, ispiratori della serata "Miraggi: una notte al teatro Lux", nonché ex allievi dell'Accademia d'arte drammatica "Nico Pepe" di Udine dove si era diplomato anche Schumacher. De Luca, Vescio e Ierardi sono assistiti dagli avvocati Tiziano Checcoli e Francesco Marenghi, mentre Vierda è difeso dal legale Giulia Padovani. Quella serata era più un incontro tra amici che uno spettacolo con i crismi dell'ufficialità con tutto quelle che legalmente ne consegue. Il ragionamento della difesa, accolto dalla Procura nella richiesta di archiviazione e fatto proprio dal gip, sottolinea l'impostazione di una riunione informale tra amici, in cui ex compagni dell'Accademia si ritrovavano per mettere in scena le rispettive rappresentazioni davanti ad altri appassionati o frequentatori di corsi teatrali. Raphael Schumacher, all'ultimo momento, aveva cambiato il finale del suo monologo passando dall'uso della pistola per inscenare il suicidio del protagonista all'impiccagione portando con sé la corda. L'attore, con la maschera, sarebbe scivolato dal cubo finendo con la testa nel cappio legato all'albero di fico nel cortile del Lux durante l'epilogo del monologo. La prima spettatrice non se ne era accorse e, passati 4-5 minuti, quando si presentò la seconda, neo laureata in medicina, il destino di Raphael era già segnato. Dopo cinque giorni di agonia il decesso. I riscontri avviati dalla Procura e affidati all'Asl hanno escluso responsabilità per quella disgrazia provocata al caso, unico legittimo sovrano dell'universo.
Pietro Barghigiani
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