Il dolore
Troppi rischi nel cantiere abbandonato
Nei giorni scorsi una donna è riuscita ad entrare e a gettarsi nel vuoto da una delle “torri di Bulgarella”
PISA. Messo in sicurezza, ma ancora pericoloso. Nonostante i lavori effettuati lo scorso marzo, in ottemperanza ad un'ordinanza firmata dal sindaco Marco Filippeschi, il cantiere del “Parco delle Torri” di via Bargagna continua a presentare pericoli per l'incolumità pubblica. A causa, soprattutto, di una recinzione troppo fragile. Al punto che pochi giorni fa le cosiddette Torri di Bulgarella si sono trasformate nel luogo di una tragedia. Una donna di 44 anni residente nel comune di Cascina ha infatti deciso di mettere fine alla propria esistenza lanciandosi nel vuoto da uno dei due stabili, cadendo sull'anello di metallo che cinge la struttura dove è stata ritrovata dai carabinieri.
Un'area, quella del cantiere, che dovrebbe essere inaccessibile, ma che invece viene a più riprese e troppo facilmente violata. La rete metallica che sul retro e ai lati cinge il cantiere da ormai troppi anni fermo (la parte anteriore è invece “protetta” da pannelli metallici) non è sufficiente a fermare ed evitare le intrusioni. In alcuni punti è deformata, in altri presenta varie aperture che, seppur limitate, consentono un facile ingresso. Lo scorso marzo, il sindaco Filippeschi ha emesso un'ordinanza per imporre alla proprietà, l'Edilcentro srl del gruppo Bulgarella, di provvedere alla sistemazione del cantiere di via Bargagna sulla base di un sopralluogo dei vigili del fuoco che avevano riscontrato una serie di pericoli per la pubblica incolumità. Lo stesso era stato segnalato con un esposto dai consiglieri comunali del gruppo Una città in comune-Prc.
L'ordinanza del primo cittadino prevedeva il ripristino della rete di recinzione “al fine di scoraggiare l'accesso di persone estranee”. I vigili del fuoco avevano infatti rilevato che «la rete di recinzione è priva di discontinuità, ma in alcuni tratti vi sono evidenti segni di deformazione causata da reiterati accessi da parte di estranei». Il sindaco inoltre, ha ordinato di «prosciugare il bacino d'acqua formatosi nell'area di fondazione» a seguito delle piogge «oppure di recintare la zona con una ringhiera alta un metro». I caschi rossi avevano segnalato infatti «la pericolosità della presenza d'acqua per quanti accedono al cantiere anche abusivamente».
A pochi mesi di distanza la situazione non sembra cambiata, nonostante i lavori effettuati. La recinzione di metallo a maglie larghe, coperta a tratti da una retina da cantiere, è stata in parte ripiegata e presenta alcuni punti di facile ingresso. Irrisolto anche il problema degli allagamenti alla base degli immobili, che puntualmente danno vita ad una piscina a cielo aperto dopo ogni temporale. Criticità che non sono passate inosservate. Il Comune ha eseguito una serie di controlli per verificare l'integrità delle recinzioni, riscontrando in particolare un ristagno d'acqua formatosi a seguito delle ultime piogge. Gli addetti di Palazzo Gambacorti e la polizia municipale monitorano periodicamente l'area del cantiere per accertare il rispetto dell'ordinanza e l'integrità delle recinzioni, che la morte della 44enne di Cascina dimostrano di non essere sufficienti per evitare intrusioni.
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