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Glaucoma: si può operare senza bisturi

Glaucoma: si può operare senza bisturi

Una sperimentazione clinica fra le Università di Pisa e Tel Aviv: si utilizza una tecnica ad ultrasuoni

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PISA. Operare il glaucoma (cioè l’elevata pressione all'interno dell'occhio) senza l'uso del bisturi, oggi è possibile.

Si potrà ricorrerà, invece, in certi casi, all'impiego di ultrasuoni, quelli che si usano nell'ecografia.

Come è noto, la normale pressione intraoculare è determinata da un equilibrio fra la produzione di umore acqueo e la sua fuoriuscita dall'occhio.

L'aumento della pressione, tipico del glaucoma, è dovuto ad una aumentata resistenza alla fuoriuscita dell'umore acqueo in quanto le vie di uscita tendono a chiudersi.

Gli interventi chirurgici pertanto possono essere di due tipi: o volti a facilitare l' uscita dell'umore acqueo (creando nuove vie di uscita o ripristinando quelle esistenti) o volti a ridurre la produzione dell'umore acqueo stesso.

Gli interventi del secondo tipo riducono la produzione di umore acqueo distruggendo parzialmente il corpo ciliare (la struttura che produce l'umore acqueo); questo tipo di operazioni è stato fino ad ora poco usato, in quanto poco graduabile con rischio, se viene distrutto troppo corpo ciliare, di determinare una marca riduzione della produzione di umore acqueo con un eccessivo abbassamento della pressione intraoculare e grave perdita visiva.

Per questo rischio, fino ad adesso, tale tipo di trattamento era riservato ai glaucomi che non avevano avuto beneficio dagli interventi tradizionali.

Recentemente è stato messo in commercio un dispositivo ad ultrasuoni che consente una distruzione molto selettiva e ben graduabile del corpo ciliare.

Quali sono i vantaggi di questa tecnica?

Semplice: non vengono eseguite incisioni con il bisturi e pertanto il tempo di recupero dall'intervento, così come le complicazioni, è molto ridotto.

Lo strumento viene già usato - con buoni successi - in glaucomi avanzati: dall’inizio del prossimo mese di ottobre all’interno dell’unità operativa universitaria prenderà il via una sperimentazione su glaucomi in fase iniziale che sarà soprattutto rivolta a pazienti che non tollerano le terapie a base di colliri o che non rispondono alle stesse.

Sono due i centri che sono stati prescelti per portare avanti lo studio: il Sam Rothberg Glaucoma Center della Università israeliana di Tel Aviv e l' Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

«Se i presupposti fossero confermati - ha spiegato il direttore dell’unità operativa universitaria pisana Marco Nardi - sarà certamente un considerevole passo avanti che permetterà, a molti pazienti, di evitare trattamenti medici prolungati o interventi chirurgici».

(g.u.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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