Il Tirreno

Pisa

Alla mensa scolastica apparecchiano i bimbi «Così ci sentiamo utili»

di Enza Chiappone
Alla mensa scolastica apparecchiano i bimbi «Così ci sentiamo utili»

Un nuovo progetto nelle elementari dell’istituto Gamerra nato dalle richieste di tre alunne che volevano aiutare

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PISA. «Volevamo fare questa cosa per aiutare le signore della mensa a fare più in fretta, e anche per sentirci responsabili». In modo semplice ed esaustivo Lisa, Greta e Amalia, tre bambine della quinta elementare della scuola "Don Milani" di via Socci, nel quartiere di S. Ermete, hanno spiegato le motivazioni che stanno dietro al progetto "La mensa e i bambini", lanciato quest'anno in tutte le scuole primarie dell'Istituto comprensivo "G. Gamerra".

Sono stati proprio loro, gli alunni più grandi della "Don Milani", a scrivere una lettera all'assessore all'istruzione del Comune di Pisa, Marilù Chiofalo, per chiederle di poter aiutare gli addetti del servizio mensa a distribuire i pasti e sparecchiare. «Vorremmo diventare più responsabili», hanno scritto con l'aiuto del loro insegnante Luca Randazzo, coordinatore del progetto. La proposta dei bambini è stata accolta positivamente dall'assessore Chiofalo e, grazie alla collaborazione della ditta Elinor, erogatrice del servizio, ha dato vita al progetto che permette agli alunni delle classi terze, quarte e quinte delle scuole "Don Milani", "Baracca", "Moretti" e "Gamerra" di rendersi parte attiva durante i pasti.

In realtà, secondo quanto raccontato dai bimbi, già prima che "La mensa e i bambini" venisse messo a punto, gli alunni avevano tentato, in più occasioni, di aiutare le operatrici a sparecchiare, mettendo queste e gli insegnanti in allarme. «Ci hanno spiegato che non potevamo farlo, per ragioni di sicurezza e di igiene. Ma noi volevamo dare il nostro aiuto, siamo in grado di organizzarci». La soluzione è arrivata con la stesura del progetto.

«Abbiamo creato una tabella in cui sono descritti i compiti di ognuno - ha spiegato Lisa - in modo da rendere più ordinato il momento del pranzo». Così, quando la campanella suona, i bambini scendono a mensa e ognuno, rispettando la fila e l'ordine di arrivo, prende il proprio piatto. Finito il primo, tre incaricati per classe ritirano i piatti vuoti, in attesa che le sporzionatrici distribuiscano il secondo. Alla fine del pranzo, gli incaricati radunano bicchieri, piatti e posate al centro del tavolo, agevolando il lavoro agli addetti.

Alla "Don Milani" il progetto è già attivo dal 21 settembre, e tanto gli alunni quanto insegnanti e dirigente si dicono soddisfatti di come le cose siano andate fino a questo momento. «Ogni scuola ha la sua modalità di collaborazione in relazione anche agli spazi - ha sottolineato la dirigente scolastica Paola Lucarelli - Ovviamente durante la mensa, come in tutte le attività della scuola che inseriamo nel Pof, i ragazzi sono coperti dall'assicurazione». «È un modello che funziona, estensibile a tutte le scuole cittadine che ne faranno richiesta», ha commentato l'assessore Chiofalo, spiegando che il Comune ha inserito il progetto all'interno del nuovo capitolato di gara della mensa. «Un cambiamento culturale importante, di cui la nuova ditta aggiudicataria del servizio dovrà tenere conto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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