Il Tirreno

Pisa

Muore carbonizzato nell’Ape in fiamme

di Pietro Barghigiani
Muore carbonizzato nell’Ape in fiamme

Vittima un pensionato: il rogo dopo lo schianto con uno scooter

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VECCHIANO. Le braccia aggrappate allo sportello del motocarro Ape inclinato su un lato. Il suo mezzo di trasporto preferito che il destino ha trasformato nella sua bara.

Lo hanno trovato così i primi soccorritori e poi i vigili del fuoco. Uno strazio anche per loro, abituati a misurarsi con ogni gradazione di dolore.

È morto carbonizzato, dopo aver invocato un aiuto che era più un lamento che una richiesta di soccorso, Dino Baldacci, 83 anni, di Migliarino, un passato anche da dipendente della Piaggio a Pontedera. È alla guida del suo motocarro quando entra in strada, in via Mazzini all’altezza del bar Quadrifoglio, e viene centrato da dietro dallo scooter di Dario Cola, 41 anni, di San Giuliano Terme.

Lo scontro diventa in pochi attimi un rogo mortale. Cola è grave a Cisanello con fratture e bruciature, ma non è in pericolo di vita.

La cronaca di un incidente che sgomenta per dinamica e conseguenze inizia alle 18,15.

È una sequenza da far accapponare la pelle per fatalità e brutalità del destino.

Dino Baldacci, vedovo, due figli, di cui uno in servizio nei vigili del fuoco, entra nel bar di Michele Marcon, il Quadrifoglio. Lascia l’Ape nello spiazzo davanti al pubblico esercizio in direzione di Nodica. Uno slargo sufficiente per parcheggiare allontanandosi di poco dalla Provinciale che in quel tratto si sviluppa in un rettilineo. Compra un pacchetto di sigarette, saluta barista e avventori ed esce. Sale sul motocarro e riparte verso Nodica. Passano alcuni secondi da quando nel bar sentono accendere il motore allo schianto.

Nella stessa direzione di marcia di Balducci arriva Cola, in sella a uno scooterone. L’effetto dell’urto appare agli occhi dei soccorritori come un campo di battaglia. La ruota anteriore dello scooter finisce sotto il motore e il serbatoio dell’Ape viene squarciato. L’innesco è immediato e le fiamme occupano l’abitacolo avvolgendolo. Balducci che non si muove con agilità per cronici problemi alle anche di fatto è prigioniero nel motocarro. Che diventa una trappola infernale. Cerca di uscire e si aggrappa allo sportello, lato destro. Il barista usa l’estintore mentre sente i lamenti del pensionato che di lì a qualche secondo muore carbonizzato.

Dalla centrale operativa del 118 mandano le ambulanze da Pisa (Misericordia) e Torre del Lago. I vigili del fuoco spengono quello che resta del rogo che ha già ucciso Balducci.

A salvarsi nella carambola tragica, grazie anche all’intervento dei passanti, è Dario Cola. Salvatore Bortone, assistente capo della polizia penitenziaria al Don Bosco di Pisa, abita a pochi metri dall’incidente.

«Sono corso e ho subìto trascinato con altri presenti il corpo dello scooterista – racconta –. In pratica per allontanarlo dall’Ape in fiamme lo abbiamo adagiato nel fosso. Poi alcuni stracci sono serviti a spegnere le fiamme che stavano avvolgendo. Qualche ustione c’è, ma rispetto a quello che ha rischiato non è niente». Sul posto per i rilievi la polizia municipale e anche il sindaco, Massimiliano Angori, colpito come tutti da una fine atroce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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