Il Tirreno

Pisa

Sos per gli oliveti è tornata la mosca «Raccolti a rischio»

SAN GIULIANO TERME. Sos oliveti sul lungomonte pisano. Il discorso riguarda Calci, San Giuliano e Vecchiano. La mosca olearia ha compromesso seriamente la maturazione delle olive. Ne risentirà...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN GIULIANO TERME. Sos oliveti sul lungomonte pisano. Il discorso riguarda Calci, San Giuliano e Vecchiano. La mosca olearia ha compromesso seriamente la maturazione delle olive. Ne risentirà pesantemente la produzione dell'olio 2016. Prospettive negative sia in collina che in pianura. Intanto, oggi saranno inaugurati i nuovi macchinari dell'oleificio sociale, che annovera quasi 500 produttori. Spiega Caterina da Cascina, presidente dell'oleificio sociale nato nel 1971: «Il consiglio d'amministrazione sta facendo l'impossibile per rilanciare la cooperativa, punto di riferimento per l'olivicoltura del territorio. Abbiamo acquisito strumenti all'avanguardia per rendere ottimale la molitura. Il nuovo sistema garantirà il controllo automatico della lavorazione. A partire dalle 15 il pubblico potrà visitare i locali». Si guarda con apprensione all'evolversi della situazione negli oliveti. Tiziano Nizzoli, dell'azienda agricola “L'oro del Colonnello” di San Giuliano Terme, da molti anni produttore di olio di qualità, allarga le braccia. «Le casistiche sono molteplici e condizionate da vari fattori. La presenza della mosca olearia è segnalata ovunque. Il danno è stato limitato dalla siccità del mese di agosto, che ha ridotto le ovodeposizioni e la popolazione del temuto fitofago. Il mese di settembre con le sue piogge, il calo delle temperature e l'ingrossamento delle olive creerà purtroppo le condizioni ottimali per un attacco della mosca olearia». In pratica chi è ricorso al trattamento con insetticidi limiterà il danno mentre chi non ha dato niente correrà seri rischi, che potrà limitare solo anticipando il raccolto ai primi di ottobre. Gli olivicoltori sono in allarme e denunciano le sempre più difficili condizioni in cui si trovano ad operare. C'è il problema dei cinghiali che devastano i fondi coltivati, distruggendo stradelli e muri a secco e quindi rendendo più difficili le operazioni colturali. Non a caso sono sempre di più gli oliveti abbandonati. «Abbiamo mille olivi a Montemagno - dice Giacomo Martini - la mosca olearia ha falcidiato le olive soprattutto nelle parti più basse». Un altro piccolo produttore, Oriano Fillanti, testimonia: «Continuano a cadere i frutti non ancora giunti a maturazione. E pensare che la fioritura in primavera faceva ben sperare. Invece la raccolta sarà limitata».

Pier Luigi Ara

Altro servizio a pag. 11

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa