Sicurezza
Pisa, una squadra magnifica merita una svolta decisiva - Il commento
Andrea Abodi dichiara, dopo una lunga riunione con Lorenzo Petroni: «L’esposizione debitoria del Pisa è di poco più di due milioni più la gestione corrente dal primo di luglio». Che facciamo, denunciamo anche Abodi?
Di una giornata surreale come quella di ieri è difficile dire cosa resterà più impresso. Il pubblico che non può entrare ma resta fuori dallo stadio a incitare il Pisa? La prestazione leonina di una squadra che corre più degli avversari pur essendo non in riserva ma addirittura col serbatoio vuoto? L’emozione di Gattuso che a fine gara e dopo il saluto ai tifosi è così pieno di adrenalina da dover restare in campo a palleggiare con Fautario? Il clima assurdo dell’Arena, deserta per le inadempienze del club che non ha fatto i lavori e continua a renderci lo zimbello del calcio italiano nonostante le vittorie?
Le parole dell’allenatore avversario Aglietti fanno male: «E’ stata una cosa surreale, per il bene del calcio ed anche del Pisa si deve trovare una soluzione. Non è piacevole né bello sapere dove si gioca a 48 ore dal fischio d’inizio. La regolarità di un campionato dovrebbe essere assicurata... Una volta si gioca ad Empoli, una volta qui e non c’è l’acqua calda per fare le docce». E fanno male per un semplice motivo: fanno male perché ha ragione.
Una settimana fa la famiglia Petroni ha minacciato di denunciare il candidato compratore Dana perché ha detto che dalle informazioni prese emergono debiti preoccupanti, forse addirittura due milioni. Poi il presidente di Lega B Andrea Abodi dichiara, dopo una lunga riunione con Lorenzo Petroni: «L’esposizione debitoria del Pisa è di poco più di due milioni più la gestione corrente dal primo di luglio». Che facciamo, denunciamo anche Abodi?
Oggi la proprietà incontrerà Gennaro Gattuso. Che non vuole chiacchiere ma risposte chiare anche per la squadra e per tutti coloro che lavorano nel Pisa. Le stesse che aspetta la città. Ci sono problemi su problemi. Premi ai giocatori non pagati, «Insieme allo stadio - continua Abodi - bisogna sanare i pagamenti ai collaboratori, quelli che lavorano dietro le quinte per mille euro al mese, che sono rimasti molto indietro», un settore giovanile con un mare di dubbi , «nomi allucinanti che si sono avvicinati al club». Non c’è niente da ridere, la situazione è ad altissimo rischio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.14151935:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/09/25/news/pisa-ascoli-2-1-anche-ringhio-piange-di-gioia-1.14151935]]
La famiglia Petroni, nonostante le vicende del patron Fabio (che tutti ci auguriamo possa uscire presto e bene da una antipatica situazione processuale), è in grado di far fronte agli impegni necessari, compreso il reperimento di un milione di euro entro tre settimane per pagare gli stipendi di luglio e agosto e delle cifre necessarie per fare subito (e pagarli) i lavori allo stadio? E’ in grado di rassicurare Gattuso, e quindi la città, sull’intenzione di cambiare immediatamente registro anche nei rapporti personali? E’ in grado di cominciare a rapportarsi in modo civile con le istituzioni, senza mai più pensare a richieste assurde come la maggiorazione del 20% sulle fatture dei lavori in caso di mancata firma della convenzione?
Se la risposta è sì a tutti i quesiti, da oggi pomeriggio dovrà iniziare a darne le prove, e Gattuso resterà al suo posto.
In caso contrario, resta una strada semplice: venda a chi può garantire a Pisa un futuro calcistico. Non vuole Dana? Allora trovi altri compratori, visibili e presentabili alla città. Naturalmente vendendo a un prezzo equo, perché il Pisa non vale più i soldi che valeva quando Petroni doveva comprare le quote di Lucchesi. Ritardi, potenziali sponsor scappati, allenatori e avvocati presi, messi sotto contratto e giubilati, mancati incassi pesano sul bilancio. E di questo bisognerà tenere conto. La famiglia Petroni ha fatto molto per il Pisa dall’inizio dell’anno a pochi mesi fa, ma ora deve pensare a farlo andare avanti senza che il calcio italiano rida di noi, come sta facendo da un po’.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
