Il Tirreno

Pisa

Grinta e cuore spalancano le porte chiuse

di Antonio Scuglia
Grinta e cuore spalancano le porte chiuse

Pisa straordinario: Varela e Verna affondano l’Ascoli e i Gattuso-boys conquistano il secondo posto in classifica

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PISA. Questa, signori, è una squadra di leoni. Un Pisa straordinario getta ancora il cuore oltre l'ostacolo e batte anche l'Ascoli, conquistando il secondo posto in coabitazione con il Benevento in attesa del posticipo Verona-Frosinone di stasera. Spalti deserti (l'Arena Garibaldi è inagibile a causa del ritardo nei lavori che spettano alla società) e tantissimi tifosi a incitare la squadra nerazzurra all'esterno dell'impianto: Pisa- Ascoli si gioca in un'atmosfera irreale.

Nel Pisa, Gattuso cambia l'assetto tattico delle ultime gare per far rifiatare il centrocampista Sanseverino e dal consueto 4-3-3 passa al 4-4-2 con Golubovic e Mannini esterni dietro le punte Cani e Varela. 4-3-3 come previsto invece per lo schieramento iniziale dell'Ascoli: fra gli attaccanti fa paura Cacia, ma la sua prova sarà opaca. Dopo un’iniziativa di Gatto (ex nerazzurro come Lanni e Perez, entrato nella ripresa) per gli ospiti c’è la replica del Pisa su punizione con Mannini dai 20 metri (Lanni legge bene la traiettoria verso il sette alla sua sinistra e blocca). Bello il tentativo di Orsolini al 27': girata al volo da posizione defilata sulla sinistra, palla larga a lato sul secondo palo.

Ma al 38' ecco il lampo dei nerazzurri: triangolazione verticale fra Cani e Varela, l'uruguaiano entra in area dalla destra, prende la mira e mette in rete cogliendo alla sprovvista Lanni sul primo palo. Lo stesso Varela nel finale di tempo viene trattenuto in area da Gigliotti, cade ma si rimette in piedi e l'arbitro lascia proseguire.

Ascoli più reattivo a inizio ripresa con Cassata e Gatto. Al 15’ inizia il valzer dei cambi con Hallberg per gli ospiti ed Eusepi e Sanseverino (Cani è sfinito, Mannini ha preso un bruttissimo colpo) per il Pisa; al 21' ecco in campo il giovanissimo centravanti pisano Favilli, classe 1997, girato in prestito dal Livorno all'Ascoli (pochi mesi fa aveva esordito in A con la maglia della Juve).

Ma l'Ascoli non riesce ad aumentare i giri, e il Pisa torna a colpire: da una palla conquistata a centrocampo da Lisuzzo nasce l'azione che porta Varela a servire Eusepi in area; il centravanti non trova l'angolo per il tiro ma dal limite dell’area piccola serve Verna che stava irrompendo da fuori e quasi dall’altezza del dischetto spara un destro angolato che non lascia scampo a Lanni.

L'Ascoli, però, c'è: Ujkani sventa un bel destro di Bianchi dai 18 metri, ma non può niente sul missile di Hallberg al 39', un sinistro a incrociare (dopo un rinvio mancato della difesa nerazzurra). Un minuto dopo Montella potrebbe chiudere i conti: va via in contropiede, poi sbaglia la mira da sinistra vicino a Lanni.

Da lì in poi è assalto all'arma bianca e nel recupero è Favilli a sfiorare il clamoroso pareggio: colpo di testa indirizzato verso l'angolo alto alla destra di Ujkani su cross dalla bandierina, balzo felino del portiere mentre gli ascolani stavano già esultando. Ed è trionfo nerazzurro, con i giocatori che a fine gara escono dal campo e salgono gli scalini della curva (Longhi e Peralta si arrampicano addirittura sulla balaustra esterna) per affacciarsi fuori e raccogliere l'ovazione dei loro tifosi. Cose belle, commoventi, mai viste prima.

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