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Pisa

Caso architetto, scatta l’esposto «La procura apra un’inchiesta»

Caso architetto, scatta l’esposto «La procura apra un’inchiesta»

Denuncia depositata da Uniti per Calci. La magistratura valuterà la posizione del funzionario dei lavori pubblici. L’Ordine professionale rilancia: «Se non ha la laurea, ha violato la legge»

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CALCI. Non sarà più soltanto il Comune a verificare se il responsabile del settore Lavori pubblici e tutela dell’ambiente abbia mentito o meno siglando per anni atti e documenti ufficiali dichiarandosi architetto pur risultando un semplice perito tecnico. Da qualche giorno anche la procura di Pisa valuta il caso che sta accendendo di polemiche Calci e il suo palazzo civico. Lo fa dopo un esposto depositato tre giorni fa dal gruppo consiliare di opposizione che a inizio settembre ha denunciato l’anomalia. La lista Uniti per Calci era riuscita ad intercettare una lettera infuocata inviata un mese prima dall'Ordine degli architetti pisani al Comune.

Una missiva in cui il presidente Giuliano Colombini chiedeva al sindaco Massimiliano Ghimenti di chiarire cosa l'avesse spinto ad affidare il progetto per la costruzione della nuova scuola media «a personale interno senza la competenza necessaria, dato che neppure il responsabile del settore lavori pubblici è iscritto a nessun albo degli architetti in Italia». Nel documento, i consiglieri Paolo Lazzerini, Giulio Messerini, Valter Mignani e Maila Mangini non ipotizzano nessun reato, ma chiedono che sia la magistratura a chiarire se siano ravvisabili profili penali sull’operato del funzionario e quello dell’amministrazione. Segno che le rassicurazioni del sindaco e del Comune non bastano più. Del resto, per ora, dall’indagine interna avviata dal segretario generale Fulvio Spatarella non sono ancora arrivate novità. Al funzionario, in malattia dall’inizio del mese, era stato chiesto di inviare un certificato di laurea e quello di superamento dell’esame di Stato, ma in Comune non è ancora arrivato niente. «È stato il segretario generale a imporre i tempi della verifica, l’iter dovrà essere inferiore ai sessanta giorni», dice il sindaco Ghimenti, che ribadisce: «Posso però confermare che il funzionario ricopre il suo ruolo legittimamente. Per diventare responsabile di settore non serve una laurea, aveva le credenziali per poter firmare gli atti che ha firmato». Non è dello stesso avviso però l’Ordine degli architetti. Il caso infatti è esploso sul progetto per la costruzione della nuova scuola media. «Un geometra o un tecnico al massimo può firmare il progetto di un edificio con quattro vani, ma non il preliminare per la costruzione di una scuola. Se quel funzionario lo avesse fatto senza davvero avere una laurea in architettura, saremmo di fronte ad una violazione di legge», è convinto Colombini.

Dunque, quella firma era di un vero o di un falso professionista? Siamo di fronte ad un reato o a un semplice vezzo narcisistico, un desiderio di grandeur di un funzionario che con quell’appellativo («dottor architetto») pensava di esercitare un potere? Se l’esposto di Uniti per Calci venisse ritenuto fondato, sarà la procura ad aprire un’inchiesta.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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