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Pisa

LESIONI ALLO STOMACO

Errore in sala operatoria: paziente ottiene 48mila euro

PISA. Un intervento sbagliato. Che ha costretto il paziente a dover ripetere altre operazioni e a ritrovarsi, a distanza di oltre quattro anni, a convivere con una menomazione che lo limita nella...

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PISA. Un intervento sbagliato. Che ha costretto il paziente a dover ripetere altre operazioni e a ritrovarsi, a distanza di oltre quattro anni, a convivere con una menomazione che lo limita nella sua attività quotidiana.

L’Azienda ospedaliera, portata in giudizio da un sessantenne spezzino, ha chiuso il contenzioso firmando una transazione a 48mila euro. Si evita il Tribunale, al quale il paziente - assistito dall’avvocato Jacopo Alberghi - si era già rivolto e si mette una pietra sopra a un caso sulla cui vittoria anche il comitato gestione sinistri di Cisanello non aveva nutrito grandi aspettative. Meglio pagare ed evitare sentenza più onerose negli anni a venire.

Siamo al maggio 2012 quando il paziente si sottopone a un intervento in laparoscopia per la riduzione dell’ernia bilaterale con disturbi anche a livello di reflusso esofageo. Entra in sala operatoria con un malanno nell’area dello stomaco ed esce con l’intestino perforato. Un imprevisto che lo porta in terapia intensiva e, nel corso delle settimane di ricovero, lo costringe pure a farsi operare di nuovo con l’urgenza che ne mette in pericolo la vita per sistemare il danno provocato in un altro organo, diverso da quello che avrebbero dovuto curare. A una prima richiesta danni l’azienda non replica. E allora il sessantenne, che subisce nuovi interventi in altri ospedali, decide di citare in giudizio l’ospedale. Qualche udienza con deposito di perizie e documenti e da Cisanello arriva una richiesta di accordo che mette fine alla lite con l’intesa che è alla base di ogni accordo: l’ospedale non ammette alcuna responsabilità e il paziente rinuncia a ogni azione civile di risarcimento dei danni. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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