Il Tirreno

Pisa

Discoteche: patto gestori-forze dell’ordine

di Carlo Venturini
Discoteche: patto gestori-forze dell’ordine

Accordo in prefettura. Visconti: «Educare a non continuare a somministrare sostanze alcoliche a chi ha già bevuto»

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PISA. «Hai già bevuto due alcolici, il terzo non te lo darò». Dovrebbe funzionare così l’accordo quadro siglato ieri in Prefettura con le associazioni dei gestori delle discoteche e locali da ballo. Il prefetto Attilio Visconti crede molto nell’autodisciplina e nell’educazione degli operatori del settore non solo dei locali da ballo, ma anche laddove si somministrano le bevande alcoliche.

«Bisogna educare i professionisti a non continuare a somministrare sostanze alcoliche a chi ha già bevuto - dice Visconti - e questo sarebbe possibile se chi somministra la bevanda appuntasse nome e cognome del cliente con il numero di bevute richieste». Il questore Alberto Francini spiega che non esiste un’imposizione legislativa del genere, ma che «sarebbe comunque auspicabile un vero controllo da parte dei gestori sulla somministrazione delle bevande alcoliche».

L’accordo quadro incentiva l’uso degli apparati di videosorveglianza così come è prevista la possibilità di impiego di polizia privata. Francini chiede una continua collaborazione tra forze di polizia e gestori di discoteche. «Invitate la pattuglia a venire nel vostro locale per vedere quante persone e la tipologia degli avventori», dice il questore. Come dire che le forze di polizia non si devono chiamare solo in caso di repressione di atti violenti, bensì anche per prevenirli e per avere un rapporto fiduciario.

Alessandro Trolese, del Silb Confcommercio, dice: «La discoteca è stata per molto tempo il capro espiatorio di ciò che di brutto succede la notte e spessissimo si è dato addosso ai gestori chiudendo i locali perché due persone si sono picchiate al suo interno». Trolese ha partecipato attivamente a questo protocollo «che segna una nuova forma di serena e dettagliata collaborazione tra addetti del settore e le forze di polizia».

«Il provvedimento di chiusura di una discoteca - ricorda Francini - non viene applicato in maniera draconiana, per questo è importante questo protocollo che prevede un’assunzione di responsabilità degli stessi imprenditori». Dopo la firma di 13 associazioni di categoria, il passo successivo è quello di presentarsi in questura. «L’accordo quadro - spiega Visconti - è di carattere nazionale e dovrà poi essere applicato in base alle caratteristiche territoriali». Per questo Francini invita imprenditori e gestori di discoteche a recarsi presso la questura «perché questo accordo dovrà essere come un vestito fatto su misura tenendo conto della specificità del locale e dell’utenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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