Il Tirreno

Pisa

«Dipingerò il Magnifico vestito di scuro»

di Carlo Venturini
«Dipingerò il Magnifico vestito di scuro»

Claudio Sacchi vince il bando: «Troppi 11mila euro? Chiedo gli stessi soldi per opere minori»

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PISA. «Con una lettera in mano e vestito di scuro».

Lo anticipa Claudio Sacchi, il ritrattista pesarese del rettore Massimo Augello che, come la tradizione ottocentesca impone, saluterà la sua carica “magnifica” con un ritratto che sarà esposto “nei secoli a venire” nella pinacoteca dell'aula magna del Palazzo della Sapienza.

Il quadro costerà 11mila euro, cosa che ha fatto discutere, anche se dall'ateneo è stato ribattuto che il costo è in linea con quelli dei ritratti precedenti. Il pittore Sacchi, che ha anche uno studio a Sansepolcro, è risultato “il candidato più idoneo comparativamente” rispetto ai partecipanti al bando scaduto il 18 agosto scorso. E per 11mila euro dovrà realizzare una tela che misura 83 per 113 centimetri con tecnica a pittura a olio.

Nel bando si precisa che le modalità di realizzazione dovranno prevedere: scatti fotografici, scelta delle foto in accordo con il rettore, bozzetti preparatori da approvare e tre pose dal vero di circa un'ora ciascuna. Tutto dovrà essere completato in 75 giorni.

Ma Sacchi, di certo, a tutto ciò è abituato, sa come trattare la materia delicata di un ritratto, visto che fa quello dall'età di 14 anni e ha esposto a New York, Amsterdam, Nizza, Cannes, Roma e in Cina, e ha partecipato a mostre curate ad esempio da Vittorio Sgarbi. Nulla da eccepire. E nulla da ricamare neppure sulla cifra, visto che lo stesso Sacchi ci dice che 11mila euro li chiede per quadri di 40x50 centimetri (la metà di quello per Augello) e «per un'istituzione così importante e prestigiosa come l'ateneo pisano, lo avrei fatto anche gratis». Appunto. Ma si sa che i materiali costano. «Uso i migliori colori ad olio», dice il pittore. E poi ci sono disegni, bozzetti e fotografie e non è detto che poi il verdetto finale sia di gradimento al rettore e all'istituzione, e quindi magari bisogna ripartire da capo. Una bella responsabilità, un po' d'ansia viene.

«Il rettore ha un viso molto, molto interessante e quindi il suo ritratto avrà un'ottima riuscita», dice Sacchi tradendo un po' di emozione nonostante abbia fatto centinaia di opere di ritrattistica e si sia già confrontato con lo stile dei precedenti colleghi alle prese con gli ex magnifici. «Penso di utilizzare dei libri, una lettera nella mano del rettore, e vorrei usare tonalità scure per l'abito ma di più non posso e non voglio anticipare».

La suspence è d'obbligo. D'obbligo è anche confrontare come si comportano le altre istituzioni nel caso di saluto ai massimi rappresentanti dell'ente.

Ed ecco che quella cifra appare non proprio in linea con i tempi, e con il clima da rubinetti stretti. Se infatti da Palazzo alla Giornata, sede del Rettorato di Pisa, si entra nel Palazzo della Carovana, dove c'è la Scuola Normale Superiore, lì il cerimoniale per il direttore che finisce il suo mandato, è molto più low cost. «Al direttore che termina il suo quinquennio viene consegnato un dvd con filmati e fotografie significative del suo operato. Non è previsto alcun dipinto», ci disse il neo direttore della Normale Vincenzo Barone. Il costo del dvd è di circa 80 centesimi.

Se alla Normale sono parchi nel commiato al direttore, alla Scuola Sant'Anna sono fin troppo algidi perché non è previsto nulla di nulla dal punto di vista ufficiale o cerimonioso, forse anche perché il Sant'Anna non ha la storia plurisecolare dell'Ateneo e della Normale.

E a Siena? Ci danno di scalpello. «Il nome del rettore uscente viene inciso su una stele di pietra assieme ai nomi dei predecessori, ma quest'anno ne dovremmo comprare un'altra perché non c'è più spazio», dissero dall'ateneo senese aggiungendo di non aver nessun “scalpellino di corte”.

E a Firenze? Una foto che è poco più di una cartolina. «Quando il rettore finisce il suo mandato, gli facciamo una foto e la appendiamo nella sala del consiglio di amministrazione assieme a tutte quelle dei predecessori. La foto è un po' più grande di una cartolina, anche perché noi, a differenza di Pisa, non abbiamo una tradizione di ritratti pittorici con tanto di pinacoteca dedicata».

La tradizione ha onori ed oneri, e Pisa non fa nulla di diverso da quanto avviene ad Oxford e Cambridge, inventori di questo secolare costume.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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