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“Corvo” in ateneo, ora Petrini querela

“Corvo” in ateneo, ora Petrini querela

Il docente si è rivolto alla polizia per risalire all’autore della mail sul concorso a favore del figlio

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PISA. Una denuncia contro ignoti per scoprire il “corvo”. Il professor Mario Petrini si affida alla polizia postale per dare la caccia all’autore della mail anonima inviata a quasi mille destinatari con la quale viene indicato, con sberleffi e offese, suo figlio come prossimo vincitore di un concorso per ricercatore a tempo determinato.

Il primario del reparto di Ematologia al Santa Chiara, assistito dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, non vuole lasciare in sospeso gli effetti di quella che ritiene essere una calunnia condita da maldicenza. E si muove con lo strumento della querela, per ora contro ignoti, per risalire all’autore o gli autori di quelle righe che non solo anticipano il risultato del concorso giudicandolo truccato, ma si spingono a commentare in negativo la professionalità del futuro assegnatario di uno dei 39 posti da ricercatore nel settore "Patologia generale e patologia clinica".

Gli investigatori telematici partono dalla constatazione che la mail, inviata anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione, è partita da tre account diversi. Ora inizia il lavoro a ritroso per dare un nome a chi ha inviato la mail. Un compito impegnativo, ma non impossibile.

L’esordio della lettera anonima è un misto di premessa e sfogo: «Sono un dipendente statale e desidero denunciare all'Autorità Nazionale Anticorruzione tramite la mail whistleblowing@anticorruzione.it un concorso truccato che si terrà prossimamente presso l'Università di Pisa» e poi via elencando l’inopportunità di far partecipare il figlio del direttore del dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale a un posto nel dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia. Entrambi i dipartimenti sono però chiaramente parte della stessa struttura, cioè l'Università di Pisa, che è l'ente che assumerà il ricercatore».

Il primo sospetto è che la mail sia stata concepita e spedita da un candidato che pensa di aver già perso in partenza. E quel nome il professor Petrini vuole saperlo dalla polizia postale per chiedergli i danni da diffamazione.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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