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Servizi esternalizzati, è polemica in Comune

Servizi esternalizzati, è polemica in Comune

Le pulizie degli immobili pubblici nuovo terreno di scontro tra il gruppo consiliare L’Altra San Giuliano e il sindaco Di Maio. «Stipendi ulteriormente ridotti»

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SAN GIULIANO TERME. Il servizio di pulizia degli immobili comunali è il nuovo terreno di scontro tra il gruppo consiliare L'Altra San Giuliano ed il sindaco Sergio Di Maio. Motivo del contendere, secondo la lista guidata da Luca Barbuti, è la scelta di appaltare il servizio ad una ditta esterna; scelta che sempre secondo L'Altra San Giuliano avrebbe la conseguenza di ridurre ulteriormente lo stipendio delle lavoratrici.

«Stiamo parlando - spiega Luca Barbuti a nome del suo gruppo consiliare - di un servizio ormai unanimemente riconosciuto come insufficiente e che ricade per intero sulle spalle delle poche addette del settore. Persone che, nonostante uno stipendio indecoroso, portano avanti nel limite delle loro oggettive possibilità un processo organizzativo e lavorativo che è fallito. Il nostro Comune - incalza Barbuti - ha delegato in appalto il servizio attraverso un regolare bando di gara col solo scopo di soddisfare due necessità: risparmiare e "liberarsi" di forza lavoro che, vista oggi come oggi, è percepita come un orpello ormai inutile. Con la delega all'appaltatore, l'ente pubblico si sottrae anche al controllo dei contratti di lavoro che, ad una vista anche distratta, si rivelano totalmente inadeguati: poche, pochissime ore e dislocate a chilometri di distanza con processi lavorativi mal diretti e scoordinati».

Poi, la questione dei salari. Ancora L'Altra San Giuliano: «Quello che però salta all'occhio è il solco tra quanto speso per il servizio e quanto effettivamente ricade sotto forma di compensi per gli addetti alle pulizie. Vi saranno sicuramente settori degli appalti dove il lavoro concettuale o l'acquisto di mezzi e strumenti possano rappresentare gran parte della spesa. ma non certo quello delle pulizie. La distanza tra la spesa ed il costo del servizio effettivamente reso risulta quindi inaccettabile?».

Da qui la proposta del gruppo consiliare guidato da Luca Barbuti al sindaco Di Maio: «Occorre pretendere dalle ditte appaltanti che l'importo destinato al servizio per le pulizie vada in gran parte alle lavoratrici, così da implementare le ore di lavoro e rendere lo stipendio dignitoso. Nel caso questo non sia possibile - conclude la lista - programmare un’integrazione del proprio organico (o della propria propaggine "in-house", Geste) che vada a soddisfare il proprio bisogno di un servizio di pulizia ben effettuato e che tenga in debito conto la posizione degli addetti attuali che, davvero, non meritano di finire per strada per le colpe di un sistema che sino ad oggi li ha solo stritolati».

(d.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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