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La fitodepurazione di San Niccolò salva Massaciuccoli

VECCHIANO. L'impianto di fitodepurazione di San Niccolò, nel comune di Vecchiano, in due anni e mezzo ha trattato, in maniera completamente naturale, quasi tre milioni e mezzo di metri cubi di acqua,...

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VECCHIANO. L'impianto di fitodepurazione di San Niccolò, nel comune di Vecchiano, in due anni e mezzo ha trattato, in maniera completamente naturale, quasi tre milioni e mezzo di metri cubi di acqua, prima che essa s'immettesse nel lago di Massaciuccoli, abbattendo le quantità dei nutrienti presenti in percentuali, in media, vicine al 60 per cento. Il Massaciuccoli in questo modo è tornato a vivere, così come la sua biodiversità: gli studi effettuati, infatti, hanno dimostrato che dal 2013 ad oggi, le specie vegetali della zona sono cresciute da 16 a 60.

Sono più che incoraggianti i dati che il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord ha presentato sull'attività dell'innovativo impianto, che proprio l'ente consortile ha realizzato quasi tre anni fa a ridosso del Massaciuccoli. L'occasione era rappresentata dal convegno “Ambiente, fitodepurazione e agricoltura sostenibile”, organizzato nell'area della bonifica di Vecchiano dal Consorzio, assieme alla Scuola Superiore Sant'Anna e all'Università di Pisa (curatori scientifici del progetto). A fare gli onori di casa, il presidente consortile Ismaele Ridolfi; accanto a lui, tra gli altri, il sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori e l'assessore all'ambiente Mina Canarini; i professori Enrico Bonari (Scuola Sant'Anna) e Nicola Silvestri (Università di Pisa); il presidente di Anbi Toscana (l'associazione regionale dei Consorzi) Marco Bottino; i rappresentanti delle associazioni agricole (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) e ambientaliste (Lipu, Wwf e Legambiente).

«Al termine dei primi tre anni della sperimentazione degli impianti, commentiamo oggi risultati molto positivi - sottolinea il presidente del Consorzio, Ismaele Ridolfi - Nel 2013 la Regione Toscana fece la scommessa di provare a risolvere i problemi del Massaciuccoli attraverso la realizzazione di un'area di fitodepurazione naturale per abbattere la presenza dei nutrienti in ingresso nel lago. Lo ha deciso di fare assieme al Consorzio e all'Università. I risultati ci dicono oggi che la scommessa si può dire vinta. Tanto è vero che a breve partirà l'ampliamento dell'impianto, già finanziato dalla Regione con due milioni e mezzo di euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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