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L’uscita Empoli Est per “salvare” centro e ospedale dal caos

L’uscita Empoli Est per “salvare” centro e ospedale dal caos

Il piano è finito nel mirino per l’inevitabile incrocio tra tifoserie: ecco i motivi delle decisioni prese sabato

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EMPOLI. Evitare il (possibile) caos in centro. Ma anche tutelare la zona ospedaliera; scongiurare possibili contatti a rischio con il cuore del tifo empolese. Sono i motivi che hanno spinto il dirigente del commissariato, Francesco Zunino, a indicare - nell’ambito del piano per l’ordine pubblico - quella di Empoli Est come uscita consigliata per i tifosi del Pisa. Una scelta criticata dal tifo organizzato nerazzurro nelle ore successive ai disordini che si sono verificati nel primo pomeriggio di sabato scorso sulla Tosco Romagnola, più o meno a metà strada tra lo svincolo della Fi-Pi-Li e lo stadio Castellani, distante un paio di chilometri. Secondo alcuni si doveva evitare di far passare la colonna (scortata dalla polizia) dei 250 tifosi bresciani (tre pullman, un paio di minivan e una trentina di auto), proprio dalla stessa strada percorsa da buona parte dei pisani (ma non tutti, perché in molti sono usciti a Empoli Centro).

Il piano ricalca, in linea di massima, quello messo in piedi da oltre un anno per tutte le partite casalinghe dell’Empoli, comprese quelle considerate più a rischio per la presenza di migliaia di tifosi avversari. Ed è dettato da due motivi principali, oltre che dalla posizione dello stadio Castellani, che si trova in centro e distante alcuni chilometri da tutti gli svincoli.

Da una parte c’è il numero di agenti a disposizione, che oscilla tra i 100 e i 120. Che a una prima lettura possono sembrare tanti ma che non sono abbastanza per garantire l’ipotesi dei due “percorsi protetti”, che sarebbero necessari per diversificare i tragitti delle due tifoserie. Di conseguenza (e anche per evitare di militarizzare completamente la città ogni tre giorni per una partita di calcio) le forze vengono concentrate su un unico tracciato, quello che da Empoli Est porta allo stadio, attraverso al Fi-Pi-Li. Viene esclusa l’uscita “Centro” per evitare il congestionamento sulla direttrice che porta, oltre che al centro commerciale di Santa Maria, anche e soprattutto - per esempio - all’ospedale San Giuseppe, con quest’ultimo che rischierebbe l’isolamento in caso di situazioni come quella di sabato scorso. Il traffico andrebbe in tilt con più facilità al passaggio della colonna scortata e gli “incroci pericolosi” tra tifoserie sarebbero assicurati, anche perché a quel punto diventerebbe quasi inevitabile il passaggio comune dal ponte di via Bisarnella (che dà accesso a tribuna e curve Nord e Dinamica). Di conseguenza viene privilegiata la Tosco Romagnola, che garantisce - secondo i piani delle forze dell’ordine - un controllo più agevole, trattandosi di una strada molto larga, con un tratto a quattro corsie, proprio all’altezza del parcheggio utilizzato sabato scorso da centinaia di tifosi del Pisa, che comunque avrebbero potuto avvicinarsi ulteriormente e raggiungere quello dello stadio.

L’arrivo dei bresciani ha ulteriormente complicato il quadro. Perché la polizia ha dovuto anche tener conto delle vecchie ruggini tra gli ultras lombardi e quelli empolesi, motivo in più per non far attraversare la città alla colonna scortata, che sarebbe passata anche dal covo storico del tifo azzurro. Il comportamento dei supporters dell’Empoli, peraltro, è stato irreprensibile, nonostante la presenza in città di due tifoserie nemiche. Ma è chiaro che in un’ottica di prevenzione, anche certi aspetti non possono essere sottovalutati.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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