Sicurezza
Tribunale, Rsu al ministro: ignorati e beffati
PISA. Senza rinnovo contrattuale, in carenza di organico, ma chiamati a formare i nuovi arrivati da altri enti con stipendi e qualifiche superiori. È il paradosso che fa indignare, in un appello al...
PISA. Senza rinnovo contrattuale, in carenza di organico, ma chiamati a formare i nuovi arrivati da altri enti con stipendi e qualifiche superiori.
È il paradosso che fa indignare, in un appello al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il personale di Tribunale, magistratura di Sorveglianza, Unep e giudice di pace.
«Molti di noi hanno subito, a seguito dell'accorpamento degli uffici giudiziari, difficoltà in termini economici e familiari causate dalla distanza fra la vecchia e la nuova sede lavorativa – denuncia la Rsu aziendale –. E adesso, ultima beffa, ci troviamo a dover formare sul campo i nuovi colleghi provenienti da altre realtà lavorative».
Si tratta di quattro dalla Provincia e uno dalla Croce Rossa.
Qualcuno non possiede il titolo di studio relativo alla qualifica nella quale è stato inquadrato e spesso, beffa nella beffa, hanno uno stipendio maggiore di quello dei pari livello dell’amministrazione o, per rispecchiare i livelli di provenienza, vengono inseriti in fasce retributive più alte di quelle del personale già in servizio negli uffici giudiziari che, suo malgrado, non ha mai potuto concorrere a miglioramenti retributivi.
Da dove proviene questo nuovo personale? Dalla mobilità a seguito di abolizioni o ristrutturazione di altri enti.
«Il governo ha ben pensato di ricollocarli negli uffici giudiziari, utilizzati ormai come grande ammortizzatore sociale, svalutando la professionalità del personale della Giustizia operante da decenni in un settore che richiede alta specializzazione – prosegue il sindacato –. A loro diciamo che comprendiamo le difficoltà di inserimento in un contesto di lavoro così diverso da quello di provenienza senza neanche l'ausilio di un corso di formazione propedeutico (carenza alla quale dovremmo sopperire noi improvvisandoci docenti a scapito del lavoro quotidiano). A loro va la nostra solidarietà di lavoratori».
La Rsu chiede «una seria riqualificazione del personale operante nell'amministrazione giudiziaria già in servizio al momento dell'arrivo dei lavoratori provenienti dall'esterno. Una riqualificazione che tuteli la dignità e riconosca la professionalità acquisita in tanti anni di lavoro svolto anche sopperendo alla carenza di personale e con l'acquisizione di competenze informatiche in continua evoluzione al fine, sempre, di dare un migliore servizio giustizia al cittadino».
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