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Si è formato alla Normale, quante volte ci è tornato

Si è formato alla Normale, quante volte ci è tornato

Cordoglio dal sindaco Filippeschi: «Ha sempre avuto un rapporto stretto con la città». La scuola S. Anna: lo ricorderemo nelle cerimonie del trentennale

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PISA. Lo ha conosciuto nel 2006 e lo ha frequentato a lungo fino al 2013, quando era già presidente emerito, eppure il rapporto col colonnello Andrea Brancadoro, comandante provinciale di Pisa e allora in forza al Quirinale nella scorta del presidente, è stato strettissimo fino agli ultimi giorni di vita di Carlo Azeglio Ciampi. A lui l'ex capo di Stato aveva affidato per custodirle fino alla donazione alla Normale molte onorificenze e regali ricevuti durante il settennato.

Colonnello come ha conosciuto il Presidente Ciampi?

Del Presidente Ciampi ricordo come se fosse adesso il momento in cui gli fui presentato, e con una forte stretta di mano conobbi questa persona straordinaria. Giorno dopo giorno mi rendevo sempre più conto di questa figura enorme di padre premuroso, di tutti gli italiani: un uomo eccezionale per cultura e senso etico, cattolico e convinto della laicità dello Stato, con una grande fiducia nelle nuove generazioni, anzi era sicuro che fosse indispensabile affidare ai giovani la costruzione del futuro dell'Italia e dell'Europa, su cui ovviamente contava moltissimo.

Poi 3 anni fa lei fu destinato a Pisa.

E che mi accingo a lasciare per tornare a Roma. Era particolarmente contento che fossi stato assegnato a Pisa per il Comando Provinciale, e anche recentemente mi aveva rinnovato la raccomandazione di salutargli la città e la chiesa di Santa Caterina, dove andava a pregare prima degli esami alla Normale, dove giovanissimo aveva seguito le lezioni del suo maestro Guido Calogero e dove aveva conosciuto la Signora Franca, compagna eccezionale di una vita lunghissima , alla quale va in questo momento il mio pensiero triste e pieno di commozione.

Già da tempo non stava bene….

Gli ultimi anni non sono stati facili ed anche nei suoi ultimi libri si avverte la trepidazione per i problemi che affliggono l'Italia e il mondo. Ma non ha mai smesso di guardare avanti: ai giovani ed alle sfide che dovranno affrontare in futuro.

Un ricordo particolare?

I ricordi sono tantissimi e tutti ugualmente intensi, soprattutto la semplicità dei momenti privati. Poi aveva una sensibilità davvero affettuosa per gli uomini addetti alla sua sicurezza, che manifestava tenendosi sempre informato sulla vita familiare di tutti loro. Per me rimane indimenticabile la mattina del 12 febbraio 2010, mentre Roma rimaneva avvolta in una fitta nevicata; tra le primissime telefonate che io e mia moglie ricevemmo in clinica dopo la nascita di nostro figlio ci fu la sua: "benvenuto Giacomo!", rivolgendosi poi con straordinaria tenerezza alla sorellina Alessandra.

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