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L’azienda ospedaliera «Nessun allarme infezioni nelle Rsa»
PISA. «Non c’è nessun allarme specifico di infezioni per le Rsa pisane e tantomeno nessuna critica alla gestione sanitaria di quelle strutture». Lo dichiara l’Aoup in riferimento ai resoconti della...
PISA. «Non c’è nessun allarme specifico di infezioni per le Rsa pisane e tantomeno nessuna critica alla gestione sanitaria di quelle strutture». Lo dichiara l’Aoup in riferimento ai resoconti della conferenza stampa organizzata dalla Siaarti all’ospedale di Cisanello, in occasione della Giornata mondiale sulla sepsi, e che avrebbe generato qualche motivo di preoccupazione tra i familiari degli ospiti delle residenze sanitarie assistite della zona.
«E’ opportuno precisare - si legge nella nota dell’azienda ospedaliera - che il riferimento anche agli anziani ospiti delle Rsa era nell’ambito di un discorso generale su tutti i pazienti cosiddetti “fragili” sia perché sottoposti a procedure invasive o a complessi interventi chirurgici sia perché affetti da pluripatologie e/o portatori di cateteri (vescicali o venosi centrali). Tutti questi soggetti sono maggiormente esposti al rischio di contrarre infezioni proprio per le loro condizioni generali di difese immunitarie ridotte. Di questi pazienti sono pieni gli ospedali, le rianimazioni e le residenze sanitarie assistite. Anche il riferimento all’utilizzo, a volte improprio ed eccessivo, di cateteri venosi, non era riferito al caso particolare delle Rsa pisane, ma era riportato come dato generale della popolazione anziana italiana e mondiale».
«Invece - continua la nota - il dato sulla percentuale di anziani ospiti delle Rsa pisane risultati portatori sani di batteri multi resistenti, oltretutto molto più bassa rispetto alla letteratura internazionale, è emerso da uno studio di prevalenza disegnato appositamente per migliorare la prevenzione delle patologie infettive e contrapporre sicuri baluardi terapeutici (antibiotici mirati ed appropriati). Questo per ribadire che non sono le Rsa i luoghi in cui c’è il rischio di contrarre tali infezioni, ma che la loro popolazione ospite, essendo prevalentemente anziana, rappresenta un campione estremamente significativo su cui effettuare gli studi per poter pianificare un’accurata prevenzione».
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