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Pisa

Colonnello dei parà e la moglie avvocato a giudizio per truffa

Colonnello dei parà e la moglie avvocato a giudizio per truffa

Il processo dopo la querela del legale Arnaldo Massei L’accusa: mai pagate le notule per la difesa dell’ufficiale

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PISA. Un processo durato anni e concluso in modo positivo per l’imputato. Solo che al momento di incassare le notule i dissidi tra i due legali hanno prevalso sulla condivisione del successo. Con un effetto collaterale che ha prima fatto litigare gli avvocati e poi ha indotto uno dei difensori a denunciare per truffa l’ex cliente e il collega.

È la storia che ieri si è aperta in Tribunale (giudice D’Auria, pm onorario Costabile) nella quale un ufficiale dei paracadutisti e la moglie, un avvocato civilista, sono imputati di truffa in concorso. Si tratta del militare Oliviero Galeotti, 63 anni e della coniuge Francesca Baregi, 58, originaria di Lucca, residenti a Pisa, entrambi assistiti dall’avvocato Francesco Virgone. L’originaria parte civile nel procedimento, l’avvocato Arnaldo Massei, è deceduto a 78 anni nelle scorse settimane e ieri mattina al suo posto ha deciso di costituirsi nel processo il fratello Alberto, assistito dall’avvocato Francesco Marenghi. Soldi dovuti e non percepiti, ma anche accuse di aver omesso l’incasso delle fatture liquidate per l’assistenza dell’imputato. Il dibattimento chiarirà comportamenti ed eventuali responsabilità delle parti.

La vicenda risale al 1995, quando un parà muore durante un lancio a Tassignano. Galeotti, all’epoca dei fatti comandante della Compagnia Aviolanci, viene rinviato a giudizio con altri militari con l’accusa di omicidio colposo. L’iter, tra sentenze e ricorsi, è faticoso, ma alla fine l’ufficiale ne esce assolto. L’allora capitano nomina suoi difensori la moglie Francesca Baregi e Arnaldo Massei, noto penalista, pisano, ma da diverso tempo residente a Santa Luce. L’assoluzione dell’ufficiale fa scattare la richieste al ministero della Difesa di saldare le notule degli avvocati. Quella della moglie, per circa 45mila euro, secondo la querela presentata all’epoca da Massei, viene pagata. Vede qualche spicciolo, invece, il legale penalista che, a suo dire, avrebbe svolto il lavoro più approfondito nella difesa del capitano. Un impegno quantificato in oltre 75mila euro. Quando Massei, nonostante i solleciti, si accorge del mancato pagamento a suo favore e della liquidazione arrivata alla collega, avvia un’azione legale contestando non solo il silenzio di clienti e avvocato sui soldi, ma anche di non avergli dato la possibilità di intentare un’azione civile contro il ministero.

La tesi contrapposta a quella della parte civile è che non è dipeso dagli imputati se il ministero della Difesa ha ritenuto di pagare la notula all’avvocato Baregi e non a Massei. Prossima udienza a ottobre 2017.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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