Sicurezza
Calci, caso architetto consiglio rinviato ed è subito polemica
L’opposizione: una mossa per posticipare la discussione Il sindaco ribatte: insufficiente numero di atti per una seduta
CALCI. Il consiglio comunale di Calci inizialmente previsto per giovedì 29 è stato rimandato per mancanza di atti da discutere. Secondo l’opposizione, questo rinvio è un modo per posticipare la discussione sul caso emerso la scorsa settimana in Comune.
Si tratta di un’anomalia segnalata all’amministrazione dall’ordine degli architetti in una lettera infuocata riguardante il progetto della nuova scuola media.
«Un funzionario ha firmato documenti e atti ufficiali senza averne i titoli», aveva denunciato la lista di minoranza, venuta a conoscenza di questa missiva.
La vicenda è tutta da verificare e il Comune ha avviato un’inchiesta interna per fugare ogni dubbio. Intanto, dall’inizio di agosto è sospeso l’iter burocratico per la realizzazione di un nuovo plesso scolastico dietro il supermercato Coop.
«Giovedì 15, nella conferenza dei capigruppo, ci è stato comunicato che il consiglio non si riunirà a fine mese. Una decisione presa ad una settimana dalla presentazione di due nostre interrogazioni sulla procedura per la manifestazione d’interesse per la progettazione della nuova scuola e sugli incarichi affidati dal sindaco ai funzionari comunali - dice Paolo Lazzerini, capogruppo di “Uniti per Calci” -. Temi sicuramente importanti per i cittadini. Ci è sembrato strano sentirci dire che invece non ci sono atti sufficienti per convocare il consiglio: in passato l’assemblea consiliare si è riunita per affrontare questioni di rilevanza minore».
Il consigliere comunale Giulio Messerini, altro esponente di “Uniti per Calci”, aggiunge al riguardo: «A chi ci accusa di ostruzionismo rispondiamo che non siamo stati noi dell’opposizione ad aver ritirato il bando sulla scuola, è stata la giunta che non è stata in grado di ottenere nel minor tempo possibile le informazioni necessarie per capire se il responsabile di settore da loro nominato è un perito edile, un dottore in architettura oppure un architetto abilitato alla professione».
Il sindaco Massimiliano Ghimenti smentisce categoricamente le posizioni della minoranza e afferma che «si tratta di una ricostruzione strana. La conferenza dei capigruppo ha rilevato l’insufficienza del numero di atti e si aggiornerà giovedì 22 per stabilire il calendario dei lavori».
«La minoranza ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, un atto che per regolamento non viene discusso in consiglio. Noi abbiamo trenta giorni di tempo per rispondere (che scadono il 7 ottobre); la risposta verrà poi letta nel prossimo consiglio comunale e il proponente avrà diritto di replica di un minuto - sottolinea Ghimenti -. Mi sembra una polemica priva di fondamento».
La minoranza ha annunciato che giovedì 29 protesterà, con tanto di bavaglio, contro il rinvio del consiglio comunale di Calci.
Intanto, una nota della coalizione di maggioranza offre una diversa versione dei fatti. «L’ordine degli architetti ha espresso al Comune richieste di carattere sindacale, sollevando dubbi procedurali che successivamente si sono chiariti agli occhi dell’ordine stesso - si legge nel comunicato di “Centrosinistra per Calci” -. “Uniti per Calci” ha sollevato un polverone, dando origine ad una serie infinita di illazioni».
E per quanto riguarda il nuovo istituto scolastico, la maggioranza dice che «le procedure usate per la manifestazione d’interesse a redigere il progetto esecutivo sono state già a suo tempo verificate e ricontrollate dagli uffici comunali competenti. Sono in linea con quanto previsto dal vigente codice degli appalti, sia riguardo agli affidamenti interni delle progettazioni, sia riguardo ai titoli per gli affidamenti, sia per quanto riguarda la procedura di affidamento all’esterno delle progettazioni di supporto: progettare internamente, se vi è la disponibilità negli uffici, è un dovere per le amministrazioni».
«Un eventuale affidamento esterno - conclude la colazione di maggioranza “Centrosinistra per Calci” - va giustificato perché rappresenta una maggiore spesa per i cittadini».
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