Trasporti
Le api-robot per apprendere
Al via progetto che coinvolge 13 scuole pisane
PISA. In tredici prime classi delle scuole primarie pisane sono arrivate le Bee-Bot, delle apine-robot dall'aspetto amichevole che consentiranno ai piccoli studenti di avvicinarsi alla robotica. L'iniziativa rientra nel progetto di e-learning "e-Rob", frutto della collaborazione tra Fondazione Stella Maris di Calambrone e Scuola Superiore Sant'Anna, grazie al finanziamento della fondazione Tim e al patrocinio dal Comune.
Ieri mattina si è tenuta la presentazione nella scuola elementare Cambini dell'istituto comprensivo Toniolo, alla presenza degli ideatori, dell'assessore regionale all'istruzione Cristina Grieco, dell'assessore Marilù Chiofalo e di Luigi Sebastiani, dirigente dell'ufficio scolastico provinciale. «Manipolando e programmando le Bee-Bot, i bambini hanno la possibilità di potenziare le funzioni cognitive superiori, che sono alla base dell'apprendimento», dice Francesca Cecchi dell'istituto di BioRobotica del Sant'Anna. Sul dorso di ogni Bee-Bot ci sono i comandi che le consentono di muoversi su un percorso, memorizzando fino a quaranta disposizioni. Nel corso del gioco è chiesto agli alunni di pianificare e programmarne il percorso.
«La ricerca che ha condotto allo sviluppo di "e-Rob" ha mostrato che questi robot migliorano l'apprendimento scolastico, generano un potenziamento cognitivo e sollecitano anche l'aspetto socio-relazionale. Lo studio preliminare ha interessato tredici bambini pisani in età pre-scolare e abbiamo verificato la validità delle nostre ipotesi - dice Giuseppina Sgandurra, neopsichiatra infantile dell'istituto scientifico per la Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Fondazione Stella Maris -. I robot non si programmano da soli, ma attraverso un gioco di gruppo: permette dunque la collaborazione tra bambini e l'imitazione. Facciamo divertire i bambini promuovendo il loro apprendimento». "E-rob", dunque, documenta in maniera scientifica il ruolo educativo della robotica. Il progetto coinvolge per la prima volta oltre 250 bambini pisani, di cui 20 con disabilità o bisogni educativi speciali: hanno aderito sei istituti comprensivi pubblici e una scuola paritaria. Si rivolge non solo agli alunni, ma anche agli insegnanti aderenti (che possono consultare la piattaforma di e-learning e scegliere alcune attività proposte dagli ideatori) e ai ricercatori. I laboratori si terranno due volte alla settimana, dall'inizio di ottobre fino ad aprile. I bambini saranno suddivisi in due gruppi e svolgeranno le attività per una durata complessiva di tre mesi ciascuno. Entrambi i gruppi svolgeranno il programma curriculare previsto dalla scuola.
«Questa esperienza innovativa è particolarmente significativa e mostra come la ricerca scientifica pisana possa essere al servizio di quella didattica - dice Chiofalo -. Ci tengo ad aggiungere che la rete delle scuole pisane ha vinto un bando per circa 30.000 euro sulla disseminazione della cultura scientifica». Gli auguri di buon ritorno tra i banchi di scuola sono giunti dall'assessore Grieco che ha sottolineato la validità di "E-rob".
«Credo che questo progetto darà ottimi risultati e che in futuro potrà essere estero fuori dai confini pisani - afferma Grieco -. Questo anno scolastico inizia tra molte difficoltà e polemiche, dopo assunzioni e mobilità eccezionali. Le scuole saranno costrette a comprimere l'orario nei primi giorni, ma sono convinta che entro la fine del mese tutti i posti vacanti saranno occupati». «La scuola deve offrire come in questo caso i modi per tirar fuori le energie migliori dai nostri ragazzi - conclude Sebastiani -. I giovani salveranno il mondo: non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere». (s.b.)
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