Il dolore
«Scioperare? Non è conveniente»
Domani bus fermi, le ragioni di chi non aderisce: strategia aziendale legittima
PISA. «Non riteniamo conveniente scioperare contro una strategia aziendale legittima». Fit-Cisl, Faisa-Cisal e Ugl-Fna rispondono alla Cgil e alla Uil sulla mancata adesione allo sciopero di quattro dei lavoratori della Ctt Nord indetto per domani (a Pisa e provincia si svolgerà dalle 12 alle 16) per protestare contro la pratica di esternalizzazione e di sub affidamento di alcuni turni lavorativi intrapresa dalla società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma per far fronte alla mancanza di personale e di mezzi. «Abbiamo deciso di non aderire alla sciopero proclamato da Cgil e Uil perché il sub affidamento di una quota di servizio è una pratica lecita e perfettamente legale - sottolineano in una nota Fit-Cisl, Faisa-Cisal e Ugl-Fna -. La Ctt Nord, alla luce dell'attuale situazione economico-finanziario in cui si trova ad operare, ha ribadito a più riprese di non voler acquistare mezzi nuovi in mancanza dei necessari e doverosi finanziamenti regionali. È pertanto evidente che, se si vuole portare avanti il servizio, bisogna ricorrere al sub-affidamento, dato che l'azienda non può comprare gli autobus nuovi e gli autisti (giustamente) rifiutano di guidare mezzi vetusti e insicuri. Non vorremmo - proseguono le tre sigle sindacali - che, nel tentativo di evitare altre esternalizzazioni si volesse spingere il personale autista ad utilizzare mezzi malridotti anche se regolarmente revisionati. Abbiamo quindi preferito tutelare i lavoratori ottenendo in sede prefettizia la garanzia che a seguito delle esternalizzazioni nessun lavoratore sarebbe stato licenziato, né trasferito d'ufficio, né tantomeno messo in ferie d'ufficio. Non riteniamo conveniente scioperare contro una strategia aziendale legittima che, in definitiva, garantisce i lavoratori quando decidono di non utilizzare bus inidonei - concludono Fit-Cisl, Faisa-Cisal e Ugl-Fna -: preferiamo scioperare per questioni più importanti e soprattutto per il riconoscimento di un contratto integrativo di cui i lavoratori della Ctt Nord si vedono privati da ormai tre anni». (d.r.)
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