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Scivola dalle spallette e si frattura le caviglie

Scivola dalle spallette e si frattura le caviglie

Prognosi riservata, ma senza pericolo di vita per una studentessa di 27 anni Era di notte sul parapetto in lungarno Pacinotti quando ha perso l’equilibrio

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PISA. Un passo sbagliato, un movimento fuori controllo. L’equilibrio che salta e in un attimo ti ritrovi senza appigli.

Il risultato è una caduta che, nel caso di una studentessa universitaria di Castelfranco di Sotto, si è conclusa con la frattura delle caviglie. Nello stesso contesto per luogo e orario, dal 2009 ad oggi, due persone sono morte nella caduta dalle spallette dell’Arno. Almeno una ventina, invece, quelle che nell’impatto si sono spaccate braccia, gambe e in alcuni casi più gravi anche la testa. Tra quelli che possono sentirsi dei mezzi miracolati c’è Luisiana Esposito, 27 anni, nata a San Miniato e residente a Castelfranco di Sotto. È ricoverata in prognosi riservata per le fratture delle caviglie e per alcuni problemi alle vertebre.

La caduta. Sono circa le 2,30 quando dalla centrale operativa del 118 viene inviata un’ambulanza della Misericordia di Pisa.

All’altezza di piazza Carrara, sul lungarno Pacinotti, la studentessa è caduta dalle spallette. Secondo i primi riscontri dei carabinieri del nucleo radiomobile, la 27enne non aveva bevuto. Non c’entra, insomma, l’alcol e le sue conseguenze sull’alterazione di chi esagera per spiegare le cause del volo sul basamento bagnato dal fiume.

Di sicuro Luisiana, in compagnia di amici, è salita sul parapetto. Qualcuno l’ha invitata a scendere. Ma prima di tornare sul marciapiede ha perso l’equilibrio finendo sulla massicciata di cemento. Un volo di almeno 6-7 metri a “candela”.

L’impatto con il suolo è avvenuto quasi fosse rimasta in piedi. Di qui la frattura delle caviglie per l’urto violento di un atterraggio che le ha risparmiato lesioni alla testa. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco con l’autoscala e il personale specializzato nel soccorso speleologico, alpinistico e fluviale.

L’hanno imbracata e riportata sul lungarno con la gru.

Quindi l’équipe sanitaria l’ha adagiata sulla lettiga, direzione pronto soccorso dove i medici si sono riservati la prognosi escludendo, però, che possa correre pericoli per la vita.

È ormai scontato che l’ordinanza che vieta di salire sulle spallette non abbia alcun effetto deterrente. Non si arriva a dieci multe - sanzione di 250 euro - da quando è entrata in vigore. E a poco servono anche le targhette in ottone lungo i parapetti da piazza Curtatone e Montanara e fino a piazza Cairoli e le vetrofanie nei bar e negozi della zona con cartelli multilingue che segnalano il pericolo di cadute in Arno. L’ebbrezza dell’equilibrio sul parapetto è più forte del rispetto delle regole.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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