Il Tirreno

Pisa

l’intervista a RAFFAELE LATROFA

«Fidejussioni, cimiteri, Piuss: prima sberle e poi gratifiche»

«Fidejussioni, cimiteri, Piuss: prima sberle e poi gratifiche»

PISA. «Non c’è logica, non può esserci una logica». Raffaele Latrofa, consigliere di “Pisa nel cuore”, conosce bene i sistemi di valutazione delle performance utilizzati dall’amministrazione pubblica....

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PISA. «Non c’è logica, non può esserci una logica». Raffaele Latrofa, consigliere di “Pisa nel cuore”, conosce bene i sistemi di valutazione delle performance utilizzati dall’amministrazione pubblica. Anche lui, oggi battagliero politico di opposizione, è stato un tecnico. «Sono un funzionario al Comune di Viareggio - dice - Per fare politica, e farla davvero con passione e al servizio dei cittadini, però, da tre anni sono in aspettativa. Quindi conosco bene i meccanismi di valutazione, e non mi è mai capitato di vedere una cosa del genere».

Cosa la turba, Latrofa?

«Quella frase dell’organismo di valutazione. Non avevo dubbi che funzionasse così, che insomma fosse la politica a determinare i premi, ma vedere che l’ingerenza arriva a venir formalizzata per scritto in un verbale ufficiale mi è sembrato davvero troppo. Davvero il segno dei tempi».

Non è normale che i politici, per indirizzare i tecnici verso il programma di mandato, li controllino?

«Be’, la politica può decidere come organizzare i tecnici, ma il raggiungimento degli obiettivi deve essere misurato in modo oggettivo. Invece i valutatori dicono che hanno tenuto conto di “opinioni espresse per le vie brevi”. Insomma, hanno influito le telefonata con gli assessori per determinare i premi? E poi, guardi, si decidano».

In che senso?

«Molti dei dirigenti premiati sono stati rimbrottati per il loro operato, trasferiti o accusati esplicitamente di aver commesso errori. E invece di ricevere una insufficienza ora vengono gratificati. Qual è il senso?».

Faccia qualche esempio?

«Mah, i dirigenti che erano all’edilizia privata, dove arrivarono le fidejussioni tossiche, prima sono stati loro addossate le colpe e poi sono stati premiati».

E poi, chi è stato supervalutato?

«Il responsabile del bando mai rinnovato per la gestione dei cimiteri e del cantiere delle Stallette, un progetto Piuss rimasto impantanato permesi in mille problemi, è quarto in classifica. Anche lì la politica bacchettò il dirigente, gli tolse la responsabilità del cantiere, eppure ha avuto una delle migliori valutazioni. Ha sbagliato o no? Ma ci sono tantissimi casi. Prendiamo l’ex Telecom. Lì, nella prima asta, si è chiesto al dirigente di prendersi la responsabilità di rifiutare l’offerta della Fondazione Pisa con una determina che dichiarava incongrua una proposta con un ribasso inferiore alla soglia massima. Ecco, io sono convinto che la colpa degli errori quasi sempre sia stata della politica, ma se essa la scarica sui manager, perché premiarli?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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