Gioco
L’incanto sul litorale con le evoluzioni firmate Frecce Tricolori
di ANDREA LANINI Una città in decollo assieme al suo litorale. Più di centomila persone con gli occhi spalancati sullo spettacolo del volo che diventa arte. Ieri pomeriggio, sul lungomare di Tirrenia,...
di ANDREA LANINI
Una città in decollo assieme al suo litorale. Più di centomila persone con gli occhi spalancati sullo spettacolo del volo che diventa arte. Ieri pomeriggio, sul lungomare di Tirrenia, il Pisa Air Show 2016. La magia degli elementi: in azione, tra cielo e terra, lungo un chilometrico palcoscenico affacciato sul mare, le evoluzioni tricolori dell’Aeronautica Militare.
La Pattuglia Acrobatica Nazionale (Pan), certo: la punta di diamante dei dieci Mb339 che volteggiano sopra la folla, ricamando il cielo grazie ai fumogeni bianchi, rossi e verdi capaci di disegnare, durante l’ultima figura del loro programma - l’Alona, eseguita a carrelli estratti e coi velivoli a un passo dallo stallo - la bandiera italiana più lunga del mondo, mentre gli altoparlanti diffondono le note del “Nessun dorma” cantato da Pavarotti. La loro è l’esibizione più attesa. Ma, a completare il quadro, altri contributi importanti, portati «dai molti tasselli - lo spiegava venerdì il maggiore Mirco Caffelli, capoformazione della Pan - che formano quel grande mosaico che è l’Aeronautica Militare».
A partire dal tassello “pisano” per eccellenza, la 46ª Brigata Aerea, presente coi suoi poderosi turboelica C130 J e C27 Spartan, da anni trampolini di lancio per le missioni dei parà della Brigata Folgore. L’aria s’accende alle 16 in punto, sotto la supervisione del comandante Maurizio Viti, direttore della manifestazione. Prima della Pan, le “Freccette Tricolori”, come i piloti dell’Aero Club di Pisa - organizzatore dell’air show su incarico dell’Aero Club d’Italia e assieme al Comune di Pisa - chiamano affettuosamente gli aerei della loro Scuola di Volo. Per il pubblico, i loro fumogeni tricolore sono il primo brivido. Il primo di tanti.
Questione di secondi ed è già il momento Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza, che con mezzi aerei (un elicottero Nh500) e navali simulano un’azione di contrasto a un motoscafo di contrabbandieri; poi c’è la sfida ai “g” del piccolo, potente Cap 231 Ex (ai comandi, Rudy Natale, pluricampione italiano d’acrobazia). Ed eccola, la 46ª (il suo comandante, Achille Cazzaniga, siede nel palco delle autorità accanto al sindaco di Pisa Marco Filippeschi e al vicesindaco Paolo Ghezzi), col passaggio di saluto del C130 J e dello Spartan. Quest’ultimo ha a bordo 8 paracadutisti del Centro Sportivo Esercito pronti al lancio (di lì a poco saranno in caduta libera: atterreranno, tra gli applausi, sulla spiaggia).
Mentre il C27 s’inerpica verso la quota di lancio, gli sguardi del litorale sono tutti per uno degli elicotteri del 15° Stormo Sar, i cui equipaggi sono specializzati in delicate missioni di soccorso; e ne danno subito la prova, simulando il recupero di un naufrago in mare sulle note dell’Inno del Piave.
Infine, la chiusura in bellezza delle Frecce Tricolori, i cui disegni in cielo mancavano da Pisa da 12 anni (e da ben 25 i loro dieci fumogeni non sfilavano sopra Piazza dei Miracoli: ma la Pan ha provveduto sabato pomeriggio). Da terra, il tenente colonnello Jan Slangen, 21° comandante delle Frecce, Pony 0, coordinerà le diciotto figure del programma. Prologo trionfale sull’Inno di Mameli. Ecco il gigantesco Cuore, seguito dalla Scintilla tricolore e dalla celeberrima Bomba. Prodezze che sono anche una storia di numeri. Cinquantasei anni di orgoglio nazionale. Centodieci giorni in cui i dieci piloti sono lontano da casa per esibirsi in Italia e all’estero. Quattro milioni di i spettatori dal vivo nel corso del 2015. E una storia di nomi. Di esperienza che piloti d’élite si tramandano di generazione in generazione, dal 1961 in avanti. Il loro motto: «Quando il dovere ci porta in cieli lontani, nel nostro cuore c’è posto per una sola missione: rendervi fieri di noi». È stato così anche ieri, a Tirrenia, al Pisa Air Show. Il volo che diventa arte. Con la dedica speciale dell’Alona alle vittime del terrorismo.
Precisione e bellezza, la professionalità delle emozioni. Anche questa volta, missione compiuta.
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