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Un quartiere “imprigionato” dai cantieri
S. Maria: disagi anche per i lavori in via Roma Sono spariti una ventina di posti per le auto
PISA. Quattro cantieri aperti tutti insieme e in poche centinaia di metri hanno fatto sparire 20 posti auto in via Santa Maria che già è in asfissia di stalli per le autovetture di chi, in quel rione ci vive.
Nel quartiere infatti, in via Roma che è parallela a via Santa Maria, c'è il mega cantiere- che è stato allestito per il rifacimento del muro dell'orto botanico- che ha portato via quasi la metà dei posti auto disponibili in quel tratto di strada.
«Dove le mettiamo le macchine? Dateci temporaneamente nuovi spazi dove parcheggiare», è il grido di protesta che sale dal Comitato dei residenti del quartiere di Santa Maria.
Gli abitanti protestano anche per due ordini di motivi: da un lato è venuta a mancare una programmazione degli interventi, dall'altro lato due dei quattro cantieri sono in netto ritardo con i tempi per arrivare alla fine dei lavori.
Intanto anche su Facebook, i residenti si sfogano e si lasciano andare a degli sfottò chiedendo se "anche in via Santa Maria si stia cercando la casa del Conte Ugolino", cosa che avviene in un’altra area della città.
Si sfogano contro chi? I cantieri sono due dell'Università e gli altri fanno capo al Comune. Quelli dell'ateneo sono ristrutturazioni di due dipartimenti nella via Santa Maria e sono di dimensioni ridotte, tanto che non sottraggono più di quattro posti auto.
Il grosso problema riguarda i cantieri che sono riconducibili all'amministrazione comunale ma soprattutto alla Pisamo e alla Avr, l’azienda che gestisce il ciclo della raccolta dei rifiuti in città.
Il cantiere più grande infatti, riguarda l'installazione dei cassonetti interrati.
I lavori sono iniziati il 20 giugno ma sono ben lungi dall'essere completati.
Di fatto, siamo ancora nella prima fase di scavo ma il cantiere procede a rilento a causa di problematiche legate ai sottoservizi soprattutto quelli elettrici di Enel. Inoltre, ci si sono messi i soliti ritrovamenti archeologici.
«Abbiamo dovuto operare un riposizionamento dello scavo per i cassonetti», è la risposta che arriva dall'amministrazione comunale.
In poche parole, il cantiere originario è stato spostato ma senza liberare quello vecchio. «Non ci si comporta così - dicono i rappresentanti del comitato dei residenti - perché i cantieri devono essere programmati, coordinati e concordati soprattutto se ad operare sono più soggetti».
A maggior ragione, questo coordinamento dovrebbe avvenire in quelle zone sensibili come via Santa Maria dove c'è una zona pedonale e tantissimi bar e ristoranti che con le loro pedane, sottraggono altri posti auto.
Inoltre, è stato sottovalutato l'intervento di consolidamento del muro dell'orto botanico di via Roma, "sottovalutato" nel senso che i residenti e forse la stessa amministrazione comunale non si aspettavano né le grandi dimensioni né la durata del cantiere.
Ritornando in via Santa Maria, i cantieri riconducibili al Comune dovrebbero, il condizionale è d'obbligo, finire entro i primi di ottobre.
E nel frattempo? Alcuni residenti sui social network avanzano l'ipotesi di aprire alla sosta la zona dell'Arcivescovado o di Piazza Santa Caterina. Darebbe un po' di fiato alla situazione ormai non più sostenibile per un intero quartiere che resiste allo spopolamento.
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