Il dolore
Sant’Ermete, si parte con 39 nuove case
Saranno assegnate entro il 2018, intanto nelle prossime settimane verranno demoliti i quattro fabbricati Erp di via Emilia
PISA. Il Comune anticipa i tempi della Regione e porta avanti il progetto "Sant'Ermete".
Entro la fine di settembre si concluderanno le operazioni di demolizione dei quattro fabbricati Erp di via Emilia, da tempo disabitati (i vecchi inquilini sono stati trasferiti nelle moderne abitazioni di edilizia popolare di via Bandi) chiusi e recintati per evitare possibili intrusioni ed occupazioni. Il prossimo anno inizieranno invece i lavori per la realizzazione del primo edificio, costituito da 39 alloggi popolari. Una delibera regionale ha infatti autorizzato Apes a spendere 3,3 milioni di euro (vincolati) necessari per concretizzare parte di quell'ampio progetto che porterà ad una completa riqualificazione del comparto di case di edilizia popolare di Sant'Ermete con l'abbattimento e la costruzione ex-novo di tutti i fabbricati, di una nuova piazza, di un parco e di spazi di socializzazione.
Con l'avvio dei lavori per la realizzazione del primo fabbricato, Palazzo Gambacorti e Apes anticipano di fatto parte dei dieci milioni di fondi regionali legati alla concretizzazione del progetto Sant'Ermete. Risorse a lungo rimaste bloccate nei meandri della burocrazia e diventate oggetto di proteste e manifestazioni dei residenti.
La situazione dovrebbe sbloccarsi entro la fine dell'anno con la stipula di un mutuo da parte della Regione Toscana di circa cento milioni di euro (fondi che saranno distribuiti a livello regionale).
«Quello di Sant'Ermete è un progetto molto importante, vissuto con molta attenzione dall'intero quartiere - sottolinea l'assessore alle politiche abitative Ylenia Zambito -. Durante un'assemblea pubblica tenuta lo scorso luglio abbiamo annunciato una serie di obiettivi prefissati dall'amministrazione comunale, gli stessi che adesso si stanno realizzando. La nuova Sant'Ermete, quindi, si farà».
L'azienda per l'edilizia sociale ha iniziato la progettazione esecutiva - secondo le indicazioni del nuovo codice degli appalti - del primo dei quattro stabili che saranno abbattuti entro la fine del mese. Una volta ultimato, il progetto esecutivo sarà esaminato e giudicato da un "organismo terzo esterno". La procedura dovrebbe concludersi entro dicembre. Successivamente, Apes potrà indire la gara (che si baserà sull'offerta economicamente più vantaggiosa) per l'affidamento dei lavori. Dall'aggiudicazione dovranno trascorrere per legge 35 giorni prima della sottoscrizione del contratto con l'azienda vincitrice che - secondo le previsioni - dovrebbe iniziare i lavori di costruzione dei primi 39 appartamenti entro la fine di aprile del prossimo anno. Apes potrà procedere alle assegnazioni verso la fine del 2018.
Lo stesso percorso sarà seguito anche per la realizzazione degli altri blocchi e degli spazi a servizio delle nuove case popolari, il cui iter di progettazione e costruzione inizierà appena la Regione stanzierà i fondi necessari.
«Al più presto - aggiunge l'assessore alle politiche abitative - organizzeremo un'assemblea pubblica nel quartiere per spiegare i dettagli del progetto e le varie fasi che porteranno alla realizzazione delle nuove case popolari».
Nonostante i ritardi e le difficoltà (soprattutto di natura burocratica) «Comune e Apes non sono mai rimasti fermi», sottolinea Lorenzo Bani, presidente di Apes. «Siamo stati sempre in contatto con la Regione - aggiunge - per cercare una soluzione e superare le difficoltà per lo stanziamento delle risorse che occorrono alla realizzazione del progetto».
Nei prossimi giorni, l'azienda per l'edilizia popolare inizierà anche una "campagna" di monitoraggio di tutti gli alloggi Erp per verificare i livelli di sicurezza ed intervenire dove si renderà necessario.
Alla riqualificazione degli alloggi popolari di Sant'Ermete seguirà probabilmente anche quella del cavalcavia del quartiere, da anni chiesta dai residenti. Il Comune ha inserito l'allargamento e la messa in sicurezza del cavalcavia nel maxi-progetto da 43 milioni di euro "Binario 14-sostenibilità e socialità" elaborato da Palazzo Gambacorti per cercare di accaparrarsi i fondi ministeriali (stanziati per un programma straordinario di interventi a vantaggio della riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie) con l'obiettivo di concretizzare una generale riqualificazione del quartiere della stazione e del quartiere San Giusto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
