Il dolore
Quei minuti sott’acqua senza soccorsi
Il racconto del maresciallo: la piccina perse il galleggiante alle 15,48, andò a fondo e fu recuperata alle 15,52
PISA. Quasi quattro minuti di supplizio: iniziati con un affanno senza appigli da parte della piccola in acqua, conclusi con il recupero del corpicino senza vita sul fondo della vasca.
Tra avvocati e inquirenti, in pochi hanno resistito senza bagnarsi gli occhi alla visione dei video in cui si assiste alla tragedia di Rachele. Immagini non riprodotte in aula.
Furono i carabinieri della stazione di Porta a Mare a ricevere dalla Canottieri Arno le immagini tradotte nell'informativa illustrata dal luogotenente Vittorino Cavaliero. Un racconto toccante interrotto più volte dalla commozione del sottufficiale in un silenzio solidale dell'aula.
«Tra i colleghi nessuno se l'è sentita di vedere i filmati - esordisce il comandante della stazione -. L'ho fatto io e vi assicuro che non è stato facile».
Nella deposizione vengono scadenzati orari e azioni di chi compare nei video.
«Alle 15 la piscina è vuota - prosegue il luogotenente -. Poi si vedono le due istruttrici con bimbi, ne ho contati sedici. Si vede Ramalli mentre sistema l'impianto stereo e i bimbi che ballano ed entrano nella piscina. Alcuni in quella da 60 cm, altri nella parte profonda 1,30 metri. A un certo punto appare Rachele. Scende la scaletta dalla parte della piscina più profonda alle spalle di Ramalli che è appoggiata al muretto divisorio interno alla vasca per delimitare le due profondità. Ha in mano un tubo galleggiante. Poi, forse incuriosita, si dirige verso una tavoletta. E in quel momento il tubo le sfugge, rimanendo attaccata solo con una mano, ma perdendo alla fine ogni sostegno. Cerca di stare a galla e si sbraccia. Va sotto. Poi si vedono due bambini che chiamano Bini».
L'investigatore fissa gli orari della tragedia così come appaiono nelle registrazioni. Alle 15,48 la bimba perde il controllo e inizia ad annaspare nella vasca profonda 1,3 mt andando a fondo stremata nelle forze.
Sono le 15,52 quando viene soccorsa dall'istruttrice Ramalli dopo l'allarme lanciato da due bambini che camminano a bordo piscina e uno pensa, dirà poi alla mamma, «ma come fa quella a stare sott'acqua senza respirare così a lungo?”. Quasi quattro minuti in cui nessuno si accorge di Rachele.(p.b.)
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