Il dolore
Ericsson, le Regioni “offrono” un piano
L’incontro al Ministero: finanziamenti per salvaguardare l’occupazione. La risposta prevista per il 12 settembre
PISA. Più che in bilico, la situazione dei lavoratori Ericsson appare sempre più drammatica.
Ieri, durante l'ultimo tavolo "tecnico" che si è svolto al ministero del Lavoro, i rappresentanti della multinazionale della telefonia e delle tecnologie delle comunicazioni hanno "incassato" la proposta delle cinque Regioni - Toscana, Campania, Lombardia, Lazio e Liguria - coinvolte nel piano di ristrutturazione aziendale che prevede centinaia di licenziamenti (di cui nove a Pisa) e altrettanti trasferimenti.
Dopo il rifiuto della richiesta avanzata la scorsa settimana da istituzioni, sindacati ed Rsu di ritirare la procedura di mobilità aperta lo scorso giugno per 385 lavoratori dislocati su tutto il territorio nazionale o di attivare gli ammortizzatori sociali (contratti di solidarietà e cassa integrazione) come alternativa ai licenziamenti, il colosso svedese ha rimandato ogni decisione al tavolo "politico" convocato dal ministero per il prossimo 12 settembre.
La multinazionale dovrà esprimersi sul piano "offerto" dalle Regioni per la salvaguardia dei livelli occupazionali che prevede cinque punti fondamentali: finanziamenti per l'innovazione e la ricerca tecnologica; finanziamenti per la riqualificazione del personale; una collaborazione per lo sviluppo della banda ultra larga; finanziamenti di start up formate da lavoratori che eventualmente decideranno di uscire da Ericsson e risorse per poli e distretti italiani della multinazionale delle comunicazioni. Che ieri ha ribadito la solidità economica del gruppo, ma anche la volontà di procedere ad una riqualificazione aziendale. La stessa messa nero su bianco nel nuovo piano industriale presentato la scorsa settimana al ministero del Lavoro che prevede nove esuberi tra i 53 lavoratori impiegati nell'area delle ricerche di San Cataldo (dove, tra gli altri progetti, è stata sviluppata anche la rete di trasferimenti dati ultraveloce, la 5G) e trenta trasferimenti a Genova dove, allo stesso tempo, la multinazionale ha previsto il licenziamento di 147 addetti. All'incontro di ieri, seguirà il tavolo "politico" di lunedì prossimo, ultima data disponibile per trovare una soluzione, anche se ormai le speranze dei lavoratori e dei sindacati sono ridotto all'osso. Al punto che le organizzazioni dei lavoratori hanno già proclamato uno sciopero nazionale di otto ore per il 14 settembre. Senza un accordo, la prossima settimana Ericsson inizierà ad inviare le lettere di licenziamento e ad attuare quel piano lacrime e sangue che i dipendenti cercheranno di fermare portando «il caso alla presidenza del Consiglio dei Ministri».
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