Attenzione
C'è ancora chi va a rubare le galline nei pollai
Due amici sotto processo per un tentato furto a Madonna dell'Acqua. Stanco dei continui raid, il proprietario dei pennuti di notte faceva la guardia al recinto
PISA. Un reato da archeologia criminale. Di quelli che a sentirne parlare ti strappano un sorriso. Ma che ancora oggi finiscono in un'aula di Tribunale. La notizia non è tanto il processo, quanto la consapevolezza che ancora esistano i ladri di galline. Metafora di quei disgraziati incapaci di elevarsi al rango di delinquenti, i ladruncoli di bipedi resistono ai margini nell'antologia della microcriminalità. Se il valore dell'obiettivo e la difficoltà nel raggiungerlo sono i parametri che "qualificano" la caratura di un bandito nella graduatoria della mala, i due romeni di 32 anni, rinviati a giudizio per tentato furto aggravato in concorso, sono ancora all'Abc del codice penale. E le premesse per salire di grado non sono granché solide visto che alla fine hanno dimostrato di non sapere rubare neanche le galline senza farsi scoprire.
L'udienza - giudice Paola Giovannelli, pm onorario, Giovanni Pepe - si è aperta con la testimonianza del figlio del derubato principale, particolarmente adirato per i continui furti di pennuti subìti all'epoca dei fatti. Il processo è stato aggiornato a dicembre quando a sedere sullo scranno dei testimoni sarà proprio lui, la parte lesa in una storia d'altri tempi nella quale il ladro rischiava al massimo qualche calcio nel posteriore da parte del derubato e che mai si sarebbe azzardato a replicare con botte e violenze come sempre più spesso avviene, invece, nei raid in provincia e non solo. La vicenda risale al 2013. A Madonna dell'Acqua una famiglia ha un pollaio con una cinquantina tra galline e polli.
All'improvviso inizia a subire un accanimento notturno con ripetute intrusioni nel recinto.Più episodi di furti di animali che indispettiscono il proprietario che, stanco di farsi depredare, comincia a montare la guardia al pollaio violato dai malviventi con una frequenza martellante. Una sera si accorge quasi in diretta del tentato di furto, sveglia il figlio e fa in tempo a prendere gli stremi dell'auto sulla quale si trovano gli aspiranti autori del blitz. Segue denuncia ai carabinieri che rintracciano e denunciano i ladruncoli. Il fascicolo processuale a quel punto vive di vita propria fino ad approdare, dopo un passaggio davanti al gip, in aula. Tentato furto aggravato per via della forzatura del recinto per entrare nel pollaio e anche in concorso, considerata l'azione in coppia dei ladri di galline. Giudicati in contumacia nell'ennesimo processo a un nome per un reato che arriva dal secolo scorso.
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