Il Tirreno

Pisa

«Alle mie accuse hanno risposto solo con aria... fritta»

L’ex presidente del Parco di San Rossore replica a Mazzeo «In quelle parole tanta demagogia e minacce di querele»

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PISA. «La replica che Fratoni e Mazzeo hanno fatto alle mie forti critiche per il mancato rinnovo ad Andrea Gennai del mandato di direttore del Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli si presta ad alcune considerazioni». Così Fabrizio Manfredi, ex presidente del Parco, torna sulla questione. «Il fatto di attribuirsi loro il "merito" della mancata conferma del direttore la dice lunga sulle loro responsabilità e sulla autonomia e indipendenza dell'attuale presidente del Parco, che è l'unico preposto ad effettuare una scelta del genere - prosegue Manfredi -. Lo sbandierare il finanziamento di 3 milioni di euro ai parchi come attenzione da parte della Regione è demagogico: si tratta del finanziamento annuale che la Regione eroga ai 3 parchi regionali da quando sono costituiti, senza il quale i parchi regionali non esisterebbero e che purtroppo si è ridotto quest'anno di centinaia di migliaia di euro, mettendo a repentaglio il pagamento degli stipendi dei dipendenti».

«Il commissariamento dei conti per il quale si auspica una fase di superamento è quello del commissariamento ad acta che il sottoscritto e il direttore Gennai chiesero e concertarono con l'ex assessore Bramerini per risanare tutta la gestione finanziaria pregressa al 2013, e non per gli anni a seguire, il cui procedimento è ancora da chiudere in consiglio regionale, nonostante il fatto che ormai da molti mesi il commissario, nominato dalla stessa Regione, abbia depositato la sua relazione finale. Ho invece già spiegato – continua – che anche nel 2014 e nel 2015 i bilanci dell'Ente Parco sono stati riportati in attivo, a chiara dimostrazione di una capacità di gestione virtuosa da parte degli organi che hanno governato l'ente nell'ultimo quadriennio fino a pochi mesi fa. Non si capisce da quali interessi personali sarebbero mosse le mie critiche, giacché ormai da cinque mesi non sono più presidente e ho dato dimostrazione più che sufficiente di quanto il mio rapporto col Parco sia stato profondamente caratterizzato dalla passione, anche in considerazione del fatto che per oltre 3 anni sui 4 del mio mandato ho lavorato a spese mie, non essendo allora prevista nessuna indennità per i presidenti».

«Il meeting dell'Agesci, manifestazioni come l'endurance alla presenza dell'emiro di Dubai, la promozione del Cinquantennale del Diploma europeo delle aree protette con il Consiglio d'Europa, il rinnovato riconoscimento del nostro territorio come Riserva della Biosfera da parte dell'Unesco, la variante urbanistica di Tombolo e Coltano, la costituzione degli albi degli imprenditori vari del Parco, il Piano di fruizione innovativo della Tenuta di San Rossore non sono che degli esempi del lavoro compiuto, nonostante l'estrema scarsità di risorse trasferite, non certo, come vengo accusato di aver fatto, a difesa del generico status quo. Ma Fratoni e Mazzeo è molto probabile che non abbiano la minima cognizione di ciò, così come di quella strenua battaglia che conducemmo tra il 2012 e il 2013 per mantenere al Parco la gestione diretta della Tenuta di San Rossore, che un'improvvida legge regionale avrebbe altresì affidato ad un altro ente in fase di costituzione. E poi quando da parte di un politico si minaccia un altro politico dello stesso partito di querele di sorta vuol dire che si hanno ben pochi argomenti per far valere le proprie ragioni».

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