Il Tirreno

Pisa

«Viaggiava a velocità sostenuta»

«Viaggiava a velocità sostenuta»

Parla uno dei primi soccorritori «Il veicolo è sbandato sul cordolo»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Lo abbiamo visto arrivare dal viale delle Cascine. A dire la verità viaggiava a una velocità sostenuta. Non ha fatto in tempo a ultimare la rotonda che il secondo vagone era già inclinato».

Stefano Pellegrini, di Pontasserchio, è uno dei testimoni oculari dell’incidente che ha bloccato per oltre un’ora il traffico in uno degli snodi cruciali della viabilità pisana a due passi dalla Torre. Non solo. Nel correre verso il veicolo ribaltato è stato anche il primo soccorritore dei feriti.

Il suo racconto inizia nell’istante in cui il trenino è uscito dal viale delle Cascine per affrontare la rotatoria sul cui cordolo il secondo vagone ha perso aderenza con l’asfalto.

«Erano passate da poco le 15 – ricorda Pellegrini –. Con mia moglie eravamo appena usciti dal ristorante. Stavamo passeggiando sul marciapiede in via Niccolini quando dal viale delle Cascine è apparso il trenino. L’andatura non era proprio moderata. In un attimo aveva già imboccato la rotonda e prima ancora di uscire del tutto dall’area il secondo vagoncino si era già ribaltato. Per una decina di metri l’autista ha proseguito la corsa trascinando il vagone».

Lo schianto ha avuto l’effetto di un gong capace di bloccare la circolazione a ridosso di quel crocevia, cuore pulsante della viabilità lungo le arterie di via Contessa Matilde, via Niccolini, viale delle Cascine e via Pietrasantina. Non è solo il flusso turistico a caricare le quattro strade di traffico. Anche la circolazione ordinaria non può fare a meno di attraversare quella rotatoria.

Le urla dei feriti e il terrore di non sapere cosa poteva esserci nell’abitacolo con quei corpi schiacciati hanno portato i primi soccorritori a muoversi con l’affanno di chi si prepara al peggio. Pochi secondi e il timore di dover affrontare un lutto ha lasciato spazio a un sospiro di sollievo contagioso.

«Alcune persone sono uscite da sole – riprende Pellegrini –. Altre, sanguinanti, le ho aiutate perché avevano una certa età e si muovevano a fatica per lo choc e le lesioni. Sono andato nella mia auto e ho preso una bottiglia d’acqua per dare un minimo di refrigerio a questi turisti che erano sconvolti. Poi ho chiamato i soccorsi, dalle ambulanze ai vigili del fuoco per farli portare subito all’ospedale. Ripensando alla scena tutto sommato è andata bene. Ci poteva davvero scappare il morto».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa