Il Tirreno

Pisa

Bimbo rapito, la giovane resta in carcere

Bimbo rapito, la giovane resta in carcere

Il difensore chiederà una perizia anche per capire se la donna è in grado di sostenere un processo

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Arresto convalidato e custodia in carcere per la macedone di 22 anni accusata di sequestro di persona aggravato per aver portato via un bimbo di quasi quattro anni mentre dormiva su un passeggino sotto i portici della stazione.

Lo ha deciso il gip, Giuseppe Laghezza al termine dell’udienza che si è tenuta ieri mattina al Don Bosco.

Il giudice ha accolto la richiesta della Procura in una vicenda in cui il codice penale entra nel disagio psichico di una donna che anche ieri mattina ha dimostrato di essere scollegata dall’ambiente in cui vive. Nel raccontare quella che sulla carta è la sua versione dei fatti, la 22enne ha messo in fila una serie di dichiarazioni prive di riscontri. L’eloquenza delle immagini delle telecamere di piazza della Stazione non ammettono ipotesi alternative a quella che l’ha portata in cella. Si vede la giovane che spinge il passeggino con il bimbo sopra dai portici di via Corridoni fino al centro della piazza.

Dopo aver partorito a 16 anni ed essersi vista togliere il bimbo su decisione del Tribunale, la macedone, ai poliziotti entrati nella casa di via del Borghetto richiamati dal pianto del piccino, aveva risposto: «Sono qui con mio figlio». Già in cura all’Asl e seguita dai servizi sociali, il futuro giudiziario della donna sarà giocato sulle perizie psichiatriche. «Farò presente alla Procura la necessità di una perizia – spiega l’avvocato Sandro Orrù –. E, sulla base di quello che dirà il medico, valuteremo l’affidamento della mia cliente in una struttura che non può certo essere il carcere».

La partita si sposterà sulla capacità della donna di sostenere il giudizio davanti a un Tribunale. L’ipotesi dell’incapacità di intendere e di volere non è solo una strategia processuale. Non si tratterà di evitare condanne, ma di mettere in condizione i giudici di pronunciare una sentenza che sia in grado anche di pensare a una tutela per una giovane più sbandata che cattiva. E che, però, nel vivere il mondo a modo suo può diventare pericolosa per sé e per gli altri. «Questa giovane non va lasciata sola» è l’appello-riflessione del difensore.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa