Proteste
Abusivi al posto della bancarella
Tra gli ambulanti dopo il pagamento in extremis delle imposte
TIRRENIA. Anche per quest’anno non si è giunti ad una soluzione definitiva in piazza Belvedere a Tirrenia. Le bancarelle che ingombrano il marciapiede lato pineta e che deturpano il paesaggio del centro di questa località turistica, malgrado l’ingiunzione per il mancato pagamento del suolo pubblico per ben quattro anni che ha colpito tutti e dieci i bancarellai, non sono state sgomberate. Tutti i bancarellai, eccetto uno, a cui hanno sequestrato il banco, hanno pagato (anche se in ritardo) e la situazione non è mutata. Tutti i proclami del giorno prima dello sgombero, ovvero che finalmente la questione dopo anni veniva risolta, sono stati vanificati dai fatti.
Quello che colpisce di più, parlando con questi bancarellai, tutti di nazionalità cingalese, è che sembrano non sapere assolutamente niente delle polemiche che da anni girano intorno alla presenza dei loro banchi in questa piazza. A parte la barriera linguistica, perché molti di loro non capiscono bene l’italiano, quando abbiamo domandato se erano al corrente che i residenti e i commercianti del posto si lamentano da sempre del fatto che i loro banchi si presentano male con tutti quei teli che li ricoprono tenuti insieme da corde, della sporcizia che c’è immediatamente dietro le siepi che costeggiano i loro banchi, sembrava che sentissero queste cose per la prima volta. L’unica risposta che tutti hanno saputo dare è che smonteranno le bancarelle il 30 settembre. Tutti i bancarellai, eccetto uno, che aveva provveduto in tempo utile, hanno pagato il suolo pubblico il giorno prima o la mattina stessa del 25 agosto, giorno in cui le forze dell’ordine si sono presentate per lo sgombero. Alla nostra domanda di come fossero venuti a conoscenza del fatto che proprio il 25 agosto le autorità si sarebbero presentate per farli sgomberare, non hanno risposto, hanno solo detto: «Noi abbiamo pagato tutto», e con questa affermazione hanno liquidato la faccenda. Anche alla domanda se fossero al corrente del fatto che c’è un progetto per arretrare le bancarelle dietro le siepi nella pinetina, che i banchi dovranno essere realizzati seguendo i criteri d’impatto ambientale, che le dimensione verranno ridotte e anche che la merceologia dovrà essere rivista, tutti hanno risposto di non saperne assolutamente niente e uno di loro ha aggiunto: «Noi facciamo quello che dice l’amministrazione, ma le leggi cambiano in continuazione».
Insomma, nessuno di loro sa niente in merito ai cambiamenti a cui l’amministrazione sta lavorando dopo che il Parco ha accettato di permettere l’arretramento dei banchi nella pinetina. Intanto, lo spazio lasciato libero dalla bancarella sequestrata, giorno e sera viene occupato dagli ambulanti abusivi.
Donatella Lascar
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
