Il Tirreno

Pisa

Pisa, Gattuso fa il verso alla città: «La B? Sarà... tutto un patì»

di Andrea Chiavacci
Rino Gattuso
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Rino Gattuso

Il tecnico: «I tifosi ci faranno sentire in casa, anche se non giochiamo all’Arena Capisco chi se n’è andato e mi scuso con loro, ma arriveranno 2 atleti esperti»

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PISA. La gioia di essere di nuovo a Pisa, tra battute, concentrazione per i prossimi impegni in campo e per gli obiettivi di mercato, ma anche un assist in favore di Lucchesi. Dopo poco più di un mese Pisa ritrova il Gattuso guerriero di sempre alla vigilia dell’esordio al Castellani contro il Novara. «In pratica giocheremo in casa visto il grande esodo dei nostri tifosi - dice - Speriamo di far presto con i lavori perché le prossime partite potremo andare a giocare più lontano».

Che mese è stato?

«Un periodo molto particolare dal punto di vista emotivo. Purtroppo per le note vicende abbiamo buttato via un mese e nonostante tutto siamo passati in coppa. Ovviamente siamo indietro, abbiamo lavorato poco e affrontare 5 partite in 20 giorni non ci aiuta ma non staremo a piangerci addosso».

Che squadra hai ritrovato?

«C’è stato un dispendio di energie mentali incredibile. Abbiamo fatto un doppio allenamento ma in queste prime gare conterà soprattutto il carattere e il senso di appartenenza che sicuramente si è ulteriormente consolidato. Io per 20 anni non ho fatto il panettiere e sento quando si crea l'alchimia giusta all'interno della squadra».

Mai pensato in questo mese che la trattativa non andava a buon fine?

«Gli scenari cambiavano ogni dieci, a volte ogni cinque. Tante volte mi preparavo e poi dovevo rinviare la partenza e disfare le valigie. Per fortuna Gallarate e a sole due ore di macchina da Pisa. Devo dire anche che non è una gran cosa passare l'estate a Gallarate».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'arrivo di Colonnello ad allenare la primavera?

«Assolutamente no. Colonnello è un amico, lo conosco da tempo ed è pure venuto in Grecia a seguire i miei allenamenti. Anche adesso è già stato scelto il tecnico della primavera.I problemi erano altri. Io voglio risolvere le problematiche ma adesso voglio solo fare l'allenatore».

Filippeschi e Abodi hanno avuto un ruolo chiave nella trattativa?

«Entrambi. Con il sindaco ci sentivamo tutti i giorni. Soprattutto negli ultimi 10 giorni Abodi ha avuto un ruolo importante».

Si è sentito con Pablo Dana?

«Ancora no, adesso non so dove sbattere la testa».

Ha avuto richieste da altre squadre in questo mese?

« Più di una, ma non volevo fare una figuraccia nei confronti della città. Già il giorno in cui mi ero dimesso hannoscritto che andavo ad allenare la nazionale del Kazakistan. Se volevo andare via lo facevo una volta raggiunta la promozione. Ho tanti difetti ma quando dico una cosa sono coerente fino in fondo. Ero disposto a restare fermo un anno».

Cosa pensa della contestazione di gran parte della tifoseria a Lucchesi?

«Farò di tutto per risolvere anche questa problematica perché Fabrizio è un uomo importante per noi. Si è speso molto per far andare la trattativa a buon fine. E’ un uomo che capisce di calcio e sarà fondamentale in questo momento di difficoltà».

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Si aspettava la presenza costante dei tifosi a San Piero? «Se quasi tutti i giocatori sono rimasti qua è soprattutto per questo affetto. Tanti ragazzi, anche dei nuovi, sono rimasti sbalorditi dall’affetto della città. Penso sia una cosa da raccontare ai nipoti».

Sono partiti 3 dei nuovi arrivi tra cui Scognamiglio che troveremo subito di fronte a Empoli. Li ha sentiti?

«Sì, ho provato anche a trattenerli perché li avevo portati io. Non li condanno, anzi li capisco e li ringrazio. Chiedo scusa per la situazione nella quale li ho messi. Con Merkel ci avevo giocato nel Milan quando era un ragazzino, con Scognamiglio è stato più facile. Grande rimpianto per Colombatto che è andato via all'ultimo istante ed è un giocatore di grande prospettiva».

Tra l'altro proprio il centrocampo è il reparto meno completo. Tornerete sul mercato? «Manca Di Tacchio per squalifica mentre Tabanelli ne avrà ancora per molto dopo l'infortunio alla caviglia. Arriveranno due giocatori esperti».

Che campionato sarà?

«Va di moda dire è tutto un patì e sicuramente ci sarà da patire per conquistare la salvezza. Accidenti a me e a quando ho bruciato il mai una gioia, ci ha portato anche sfortuna».

Andrea Chiavacci

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