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«Giocatori splendidi Vorrei abbracciarli»
Il regista: «Adesso non facciamo l’errore di bruciare lo striscione che ha preso il posto di “Mai una gioia”»
PISA. «Finalmente una gioia!». Roan Johnson è in doppia fibrillazione. Lunedì proiettano il suo "Piume" al Festiva di Venezia ma il suo cuore appartiene alla Repubblica di Pisa o meglio alla Repubblica del Pisa che naviga ora almeno con una rotta ed un timoniere
Si trova a Venezia adesso?
«"No perché ero allo stadio giovedì».
Mesi tragicomici per i tifosi, per la squadra, per la città. La realtà supera la fantasia?
«Allora, le parole da usare sono: straziante, tragico, assurdo, patimento, ossia "patì", rispetto, frustrazione, isteria. E comunque sì, la realtà supera la fantasia perché sembra di essere stati protagonisti di una serie televisiva che non sembrava avere pi fine».
Sta pensando ad un film in nerazzurro?
«No. Assolutamente no. Tutto è ancora troppo cocente. Ma quando a Roma o Venezia raccontavo o racconto del Pisa, tutti mi guardano come se stessi raccontando una storia inventata quasi un copione. La narrazione, in tutta questa vicenda c'è. C'è già tutta la drammaturgia del caso».
Chi o che cosa l’ha colpita di più, in questa narrazione?
«Gattuso. A Gattuso gli voglio bene. Tanto davvero. Ma chi glielo ha fatto fare? Ma ora Ringhio l'ha fatto e deve andare avanti. E lo abbraccio, voglio abbracciare tutti quei giocatori che scenderanno in campo e che sono stati congelati per mesi. Scenderanno in campo e se perderanno non me ne può fregare di meno. Il loro, lo hanno già fatto. Però avanti. E Gattuso, scusate se insisto, ci ha saputo fare. Ha dosato fermezza con furbizia ed intelligenza. Comunque non va dimenticato il grandissimo lavoro fatto da Lucchesi. Un applauso anche a lui, alla fine ha fatto bene».
E i tifosi?
«Sono tifoso e quindi poco lucido. Siamo la più bella tifoseria del mondo. Sono di parte, poco lucido ma un dato oggettivo c'è e cioè il Chievo ed il Sassuolo ma ce l'hanno 20mila tifosi? Ma vi rendete conto se fosse rimasto Petroni senza Gattuso? La città avrebbe perso la sua squadra e la squadra avrebbe perso la città. Io mi collegavo 20 volte al giorno su internet e leggevo del Pisa che va a giocare a Empoli, ad Avellino. Ma che discorsi sono?»
Il calcio è cambiato parecchio.
"Conta sempre di più la società. Sempre la società. Ma c'è un problema che non è solo pisano ma è toscano. E cioè, noi in Toscana sforniamo dei super allenatori, bravissimi. Ma non produciamo, non emaniamo imprenditori. Chi investe nel calcio toscano? Da dove vengono i soldi?»
Nel caso del Pisa, partono da Dubai, transitano da Londra e atterranno all'ombra della torre.
«Il mio discorso è diverso. Non c'entra tanto il Pisa quanto il fatto che sempre troppo spesso, le società non rispecchiano la città come per il Livorno in A è dovuto venire un imprenditore genovese. Comunque il mio primo cortometraggio si intitolava il Terzo portiere e il terzo portiere parò un rigore fondamentale salvando la squadra. Peccato che la società fallisse poco dopo. A quell'epoca, il cortometraggio mi sembrava assurdo. Ora è attualità».
Ringhio ha chiesto di bruciare lo striscione "mai una gioia” Ha fatto bene? La tifoseria ne ha fatto un altro "E' tutto un patì".
«Ecco quest'ultimo striscione non va bruciato. No. Non va bruciato per i prossimi dieci anni. Secondo me, ci sarà da patire davvero. Ma Gattuso è un grandissimo motivatore. E i giocatori hanno dimostrato grande attaccamento. Certo la campagna acquisti parte così e così ovviamente. Ma abbiamo una squadra, un allenatore, una tifoseria e ci sarà da patire ma almenno si soffrirà per qualcosa e per qualcuno».
A Gattuso, alla squadra, alla tifoseria, cosa vorrebbe dire?
«Ora godiamocela. Godiamocela. C'è bisogno di serenità e concentrazione. Però godiamocela perché non abbiamo mai veramente festeggiato l'arrivo in serie B. C'è sempre stata un'ombra. Un'amarezza di fondo. Sarebbe da avvolgere il nastro. Ripartire, rifar festa. Ma bisogna non dimenticare. Non dimentichiamo cosa è successo a Pisa ed al Pisa. Un teatro assurdo che non ha eguali o almeno io non ricordo una situazione così surreale, straziante e comica al tempo stesso. Tanti attori, tante comparse, tra chi entrava e chi usciva dii scena, troppi personaggi ma ora va bene così, finalmente una gioia».
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