Il Tirreno

Pisa

La memoria raccontata dai giovani

“Pisa non dimentica”: le cerimonie per ricordare il 72° anno dalla Liberazione

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PISA. «Questo viaggio ci ha cambiato ed è stato difficile tornare alla normalità dopo quello che abbiamo imparato». A parlare in sala delle Baleari durante la cerimonia per il 72° Anniversario della Liberazione della città, sono Denise Fagni e Alice Volpi studentesse del Liceo Buonarroti che nei mesi scorsi hanno partecipato al viaggio studio dell'Aned ( associazione nazionale ex deportati) nei campi di sterminio.

«Pensavamo di essere preparate a questo viaggio, avevamo studiato la storia ma niente ci poteva preparare alla realtà e alle emozioni. Ora guardiamo la storia e la realtà che ci circonda con occhi diversi».

È nelle parole di queste ragazze la sintesi di ciò che intendiamo per trasferire la memoria, far si che i fatti odierni siano letti sempre alla luce di quello che è già accaduto per non ricadere negli errori del passato.

Una strada quella della memoria condivisa che a Pisa sta dando i suoi frutti e che in un approccio rituale e non rituale la sua forza.

Le cerimonie del 2 settembre hanno visto la ritualità delle deposizioni delle corone alle lapidi di Italo Bargagna e Vittorio Galluzzi; Renato Pagni; Enrico Pistolesi; Arcivescovo Gabriele Vettori e a quelle ai caduti ma anche una condivisione multimediale, con i preziosi video curati da Lorenzo Garzella con il progetto memorysharing

Ed infine con la memoria raccontata dai giovani che quei luoghi li hanno toccati con le proprie emozioni.

« Continueremo sulla strada della memoria - ha sottolineato il Sindaco Marco Filippeschi nel suo intervento - e cercheremo di portarla a tutti. Sulla memoria si basa la capacità di leggere i fatti attuali, di individuare quelle criticità che oggi come allora stanno minando i valori della democrazia. Riemergono razzismo e xenofobia , spesso usate per non affrontare situazioni difficilissime di emergenza che si sviluppano nel mondo intero. Ciò che si sta seminando mina i valori stessi della democrazia ora come allora. Dobbiamo dunque avere come obiettivo la memoria come fondamento di pace».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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