La manifestazione
«Era la soluzione giusta»
Il presidente della Lega di B Abodi: avrei agito così per qualunque squadra
PISA. Un giallo come quello pisano garantisce vari protagonisti e Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, rappresenta sicuramente una delle chiavi di volta per la risoluzione del romanzo. Una partenza in ombra, la sua, ma poi l’ingresso sul palcoscenico è stato determinante. Il sofferto ma inevitabile rinvio di Ternana-Pisa, convinto dalla situazione di abbandono in cui viveva la squadra sostenuta dall’Aic di Damiano Tommasi, ma soprattutto un filo diretto con il sindaco Marco Filippeschi. Per Abodi un doppio ruolo di regista e arbitro. Ma non vuol parlarne in questi termini: «Ho operato sempre di concerto con il sindaco. È Filippeschi quello che ha speso più energie di tutti in questa vicenda. Io dovevo mantenere discrezione e profilo basso, che non significa disinteresse. Se ho agito da garante è perché credo che la soluzione fosse quella giusta. Ho fatto solo il mio dovere».
Abodi, quali dovranno essere i primi passi dopo la svolta societaria?
«La cosa fondamentale è che abbiamo recuperato la normalità. La squadra si è allenata a San Piero in mattinata ed è già un grande successo visto quanto accaduto. Non sarà facile anche per la squadra riprendere la preparazione e affrontare in pochi giorni la gara con il Novara e il recupero di mercoledì prossimo a Terni. Ora bisogna attendere la fase di assestamento della nuova proprietà».
Il Pisa rischia qualche penalizzazione?
«Non vedo rischi al momento. Anche per quanto riguarda la questione dell’organigramma penso che si possa risolvere tutto in poche ore. Ci sono stati inadempimenti, ma sicuramente ne riparleremo a bocce ferme. È presto per poter dire se ci saranno sanzioni. La cosa fondamentale per la società è organizzare al meglio il match al Castellani di Empoli».
A che punto siamo con la situazione dell’Arena Garibaldi?
«Questa è una delle cose che mi interessano maggiormente. Sono partiti i lavori, ma ovviamente procede tutto a rilento. Anche per la vicenda stadio il sindaco Filippeschi si è esposto in prima persona e mi tiene al corrente della situazione. Mi auguro si torni subito a discutere con la nuova proprietà della bozza di convenzione».
Quanto saranno lunghi i tempi per rivedere il Pisa all’Arena?
«Non posso sbilanciarmi, ma ovviamente spero il prima possibile. Il cerchio si chiuderà definitivamente solo quando la squadra tornerà a giocare nel suo stadio, tra la sua gente. In quell’occasione sarò presente anch’io e penso che sarà una giornata di festa per tutti».
Ieri l’impianto è stato riaperto per poche ore per far assistere i tifosi all’allenamento della squadra. E' già un fatto positivo?
«Certo, quanto meno sul piano simbolico. Segno che è tornato l’entusiasmo, con i tifosi che hanno potuto riabbracciare Gattuso ed i giocatori».
Grazie ai social ha avuto un rapporto continuo e diretto con i tifosi: che sensazioni ne ha ricavato?
«Gli umori cambiano in base alla situazione. Ringrazio quelli che mi hanno scritto, con alcuni si è instaurato anche un rapporto continuo. Talvolta sono andato anche sopra le righe».
Non solo elogi quindi?
«All’inizio ho ricevuto critiche dure, mentre oggi tanta gente mi ringrazia. Capisco tutti ed è normale che sia così. So cosa vuol dire l’amarezza di una situazione del genere per un tifoso. Neppure noi come Lega siamo abituati al degrado. Penso comunque che alla fine la situazione si sia risolta per la volontà di tutti».
C'è sempre diffidenza nei confronti del Palazzo...
«In parte sì, ma, ripeto, posso capire i tifosi. Noi però non siamo un palazzo come altri. Ogni giorno trenta persone lavorano con professionalità e passione per garantire la credibilità del progetto della serie B. Siamo un’azienda, ma mettiamo in campo valori ed emozioni».
Il Pisa ha creato un precedente?
«Avrei agito in questo modo per ciascuna delle altre 21 squadre del campionato nel rispetto delle regole».
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