Sicurezza
Mian e il nerazzurro i veri amori non finiscono mai
PISA. Tre anni da presidente, insieme all’amata madre Gabriella, una mano sempre pronta nel momento del bisogno e poi questa pazza estate. Maurizio Mian è sempre presente nel destino del Pisa. In...
PISA. Tre anni da presidente, insieme all’amata madre Gabriella, una mano sempre pronta nel momento del bisogno e poi questa pazza estate. Maurizio Mian è sempre presente nel destino del Pisa. In questa estate ha fatto di tutto. «L'amore non si compra: o c'è o non c'è. Ma se è un amore vero dura per sempre», spiega quando salva la finale di foggia pagando la fideiussione che mancava. Poi, con la nuova stagione, la garanzia (insieme ad altri) per rimediare al la fideiussione bulgara di Petroni. Ma la telenovela continua: il primo agosto Covarelli lo convince a tentare di comprare il Pisa, i romani gli fanno tutt’altra proposta: fai il presidente onorario. L’ex presidente dice: ok, ma solo se mi accettate come mediatore per far tornare Gattuso e fare la pace con la città che vi contesta. Gli rispondono picche, lui se ne va. E intanto la città gli si rivolta contro, considerandolo un “complice” dei romani. Offese, minacce. Forse è il momento di maggior tristezza per lui.
Fine della storia? No, Mian non è capace di portare rancore. E quasi un mese dopo, quando la trattativa Britaly-Dana è ormai destinata al fallimento, il sindaco lo chiama. E lui? «Vi aiuto, ma il mio nome non deve uscire in nessun modo», dice. Per 24 ore la consegna del silenzio viene rispettata. Poi però il nome di Mian viene fuori. E quando Petroni lo usa per cercare di far saltare in extremis la trattativa con Dana, Mian disinnesca la bomba. Poche parole basteranno per lui: grazie, sei un amico vero. (a.sc.)
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