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Pisa

Pisa, Pablo Dana esulta: «Ce l'abbiamo fatta, Rino ti amo!»

Rino Gattuso e Pablo Dana
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Rino Gattuso e Pablo Dana

Il banchiere: «Ci vediamo domenica a Empoli». Una lunga serie di ostacoli superati in una trattativa che sembrava impossibile. «Il ruolo del sindaco è stato fondamentale»

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PISA. Due o tre volte sembrava sul punto di mollare. Ma non l’ha mai fatto. Anche quando hanno cercato di metterlo contro Gattuso, anche quando qualcuno lo dipingeva come “scaricato dagli arabi”. Victor Pablo Dana avrebbe voluto prendere il Pisa quattro settimane fa, ma c’è riuscito solo nella tarda serata di giovedì (era notte a Dubai, con le due ore di fuso orario di differenza). Ma che soddisfazione poter dire in diretta tv, su 50 Canale, «posso confermare che siamo finalmente riusciti a raggiungere un accordo con la famiglia Petroni ormai accettato».

Erano le 22.20 in Italia, mezzanotte e 20 a casa sua. Poco prima gli era arrivata l’ultima proposta della famiglia Petroni: rispetto alla sua bozza, quella rispetto alla quale Britaly avrebbe «preferito vendere a Maurizio Mian», la proprietà aveva fatto qualche ulteriore ritocco.

Piccoli accorgimenti? «Gli accorgimenti richiesti - spiegava Dana - sono piccoli, ma al tempo sostanziali. Ho dato il mio accordo sia per il fondo da mettere a disposizione sia per la caparra, come chiesto dalla parte venditrice pochi minuti fa. Quindi posso confermare che siamo finalmente riusciti a raggiungere un accordo con la famiglia Petroni ormai accettato».

La trattativa era ripresa il giorno prima. Dana ci aveva sempre avvisato di non mollare, anche nei momenti più difficili, anche quando tutto sembrava perduto perché sul futuro del Pisa aleggiava l’Italpol di Giulio Gravina. Più volte ha detto: «Ora basta, questi ci stanno prendendo in giro».

Martedì mattina, dopo che Il Tirreno aveva anticipato la ripresa della trattativa che tutti davano invece per naufragata in modo definitivo, Dana ci aveva scritto: «Lavoriamoci su, può essere la volta buona. Ma per favore non facciamo troppa pubblicità alla cosa, lavoriamoci in silenzio».

Era in contatto con Filippeschi, era in contatto con Abodi. Che gli ha telefonato appena ha saputo della definizione dell’accordo: lui e Filippeschi sono stati i primi a parlare con lui prima dell’annuncio. «Il presidente Abodi si è complimentato con me, mi ha fato un immenso piacere», dice Dana. «E il ruolo del sindaco è stato fondamentale. Ma non voglio ringraziare il sindaco, voglio ringraziare l’uomo Marco Filippeschi che ho conosciuto in questi ultimi giorni e che ha lavorato tanto per salvare il Pisa».

Dana ha parlato in diretta anche “di” Gattuso: «E’ un punto fermo, si riprende la propria squadra», ma anche “con” Gattuso: «Rino, ti amo. Ti aspettiamo».

Ma quando Dana diventerà padrone del Pisa? «A fine settembre il Pisa sarà del fondo italiano Sportativa, emanazione del fondo di Dubai Equitativa. Oggi abbiamo solo accettato le condizioni della famiglia Petroni, che ringrazio perché so che ha lavorato in grandi difficoltà in queste settimane. Sono state persone molto giuste».

In termini pratici, cosa succede ora? «Intanto cerco un aereo per l’Italia perché domenica sera voglio essere con voi ad Empoli».

E la società? «Credo che abbiamo raggiunto l’obiettivo e che a questo punto Rino possa tornare subito ad allenare la sua squadra. Quanto al club, fino al momento dell’acquisizione finale delle quote, il Pisa avrà una gestione aziendale mista con tre persone: una designata da me, una designata dalla famiglia Petroni e una terza persona super partes che ci consiglierà il sindaco Filippeschi».

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