Gioco
Un anno di passione nonostante il ritorno in serie B
Dalla crisi con Battini all’arrivo nel cda di Petroni fino alla rottura con Gattuso: un racconto in 19 tappe
PISA. Un anno storico, con la promozione in B, ma che per i tifosi pisani rischia di più diventare più nero che azzurro. Fuori dal campo è successo di tutto e anche i colori di questo interminabile romanzo si sono tinti di giallo e ricco di colpi di scena inaspettati. In certi casi la cronaca giudiziaria ha superato ampiamente quella sportiva.
31 agosto 2015. Il Pisa da pochi giorni ha cambiato proprietà passando dal contestato presidente Carlo Battini alla Carrara Holding di Fabrizio Lucchesi. Che diventa presidente. Il nuovo allenatore è Gennaro Gattuso che torna in Italia due anni dopo l’esonero di Palermo. La squadra viene costruita last minute. In zona Cesarini arriva l’asso uruguaiano Lores Varela.
2 settembre 2015. Davanti ad oltre 6mila tifosi viene presentata la squadra all’Arena. Applausi per Gattuso e la squadra compreso a Lisuzzo, contestato mesi prima quando aveva chiesto di rescindere. Fischi invece per il sindaco Marco Filippeschi.
3 novembre 2015. Fabrizio Lucchesi indice una conferenza stampa dopo il chiarimento chiesto dal comitato vecchio cuore nerazzurro, detentore del 1% del club, che ha riscontrato di non aver ravvisato la stabilità per un futuro sano della società. In ballo i conti in sospeso tra Lucchesi e Battini che detiene ancora il 19% delle quote. Lucchesi dichiara: «Non ci sono problemi reali, ma solo potenziali». Intanto i soci che dovevano entrare in estate non ci sono e Lucchesi rivela invece un primo interesse da parte di Terravision. Il Pisa rischia un punto di penalizzazione per la domanda d’iscrizione incompleta presentata il 30 giugno 2015.
27 dicembre 2015. All’assemblea dei soci non si presenta Carlo Battini. Il bilancio al 30 giugno 2015 viene approvato. Si astiene il comitato vecchio cuore nerazzurro. Lucchesi intanto convoca una nuova assemblea per il 7 gennaio: «Se Battini non si presenta perde il 19%. Ora dobbiamo ricapitalizzare».
18 gennaio 2016. L’indomani della bella vittoria a Prato viene presentato all’A.C. Hotel il nuovo cda del Pisa. Petroni diventa presidente, mentre Lucchesi resta come socio e torna a fare il dg. Gli altri soci sono l’avvocato Taverniti per Britaly Post e Giancarlo Freggia vicepresidente. Petroni annuncia colpi di mercato e il ritorno a Pisa del settore giovanile, aprendo di fatto un contrasto con Biancoforno. Più avanti si parlerà di Pisa Football College.
29 marzo 2016. Come un fulmine a ciel sereno scoppia il caso della fidejussione tossica. Il procuratore federale Palazzi chiede una penalizzazione di 12 punti al Pisa e oltre un anno di inibizione a Lucchesi per aver presentato il 9 novembre 2015 «una fidejussione non veridica senza effettuare alcun controllo preventivo». I nerazzurri rischiano i playoff, ma rispondono pochi giorni dopo battendo la Spal con Gattuso che per la prima volta mostra il pugno in segno di vittoria sotto la Nord.
18 aprile 2016. Zero penalizzazioni. Arriva la sentenza di primo grado che assolve completamente la squadra per il caso fidejussione. Paga solo Lucchesi con un’inibizione di 6 mesi e 50mila euro di multa. Intanto Gattuso viene squalificato per tre giornate dopo la sua uscita dal campo nella gara contro il Pontedera quando in pratica si è autoespulso dopo un battibecco con l’arbitro Pillitteri.
22 aprile 2016. Alla vigilia della gara con la Maceratese, in panchina andrà il vice Riccio, Gattuso allarma i tifosi: «Potrei andarmene a fine stagione, il Football College non mi convince. Inizialmente c’era un progetto biennale, poi sono entrate in società persone con un’idea di calcio diversa dalla mia ed è venuto meno quell’ambiente familiare che si era creato nei primi mesi». Il giorno dopo con lo 0-0 a Macerata la squadra accede matematicamente ai playoff. Un mese dopo Gattuso si riserverà di tutelare in sede legale la sua immagine.
12 giugno 2016. Serie B con polemica. Dopo lo spettacolare 4-2 dell’andata all’Arena, il Pisa resiste a Foggia portando a casa un pareggio per 1-1 torna in B dopo 7 anni. Gattuso prima viene colpito da una bottiglietta lanciata da un tifoso del Foggia, la gara verrà sospesa per 12 minuti, poi non fa entrare negli spogliatoi Taverniti e Petroni che intanto annuncia Zeman.
14 giugno 2016. Il presidente Petroni chiede al socio Lucchesi e agli imprenditori pisani un aiuto alla società. Intanto la piazza prende posizione in favore di Gattuso. Petroni dichiara: «Non resteremo a Pisa contro la volontà della città». Intanto in serata non si presenta alla festa promozione dove Gattuso brucia come promesso lo striscione “Mai una gioia”.
27 giugno 2016. Il patto di Gallarate. Gattuso si ritrova nel suo ristorante con Petroni e Lucchesi. Britaly diventa proprietaria del 100% di Carrara Holding. La linea sembra chiara: Gattuso allenatore, Petroni presidente e Lucchesi che torna a fare il dg in attesa di veder liquidata la sua parte come socio.
13 luglio 2016. La Covisoc boccia la fidejussione bulgara del Pisa proprio il giorno della presentazione dei nuovi arrivati. Petroni assicura che è tutto ok e insieme a Gianfranco Grassini annuncia il ritorno alla denominazione Pisa Sc, ma intanto la società dovrà fare una nuova fidejussione che presenterà poche ore dopo grazie all’aiuto in extremis di alcuni imprenditori pisani. La Covisoc da l’ok e la B è salva.
21 luglio 2016. Mentre la squadra è in ritiro a Storo vengono chiesti gli arresti domiciliari per Petroni: bancarotta fraudolenta per il fallimento di Terravision nel 2013.
31 luglio 2016. Si dimette Gattuso. Pochi giorni dopo aver ricevuto il premio “Guerriero pisano” anche Ringhio dice basta. Non ci sono le condizioni per andare avanti dopo l’uscita dal cda di Minghetti. La squadra si schiera con il suo mister. L’indomani al campo di San Piero arrivano anche i tifosi e in serata parte la protesta pacifica all'Arena: «O torna Gattuso o qui non si gioca». Salta l’amichevole con il Celta Vigo. La proprietà se la prende con le forze dell’ordine.
2 agosto 2016. La speranza dei tifosi di rivedere subito Gattuso in panchina si chiama Maurizio Mian, contattato dall’altro ex presidente Leonardo Covarelli. Mian però non acquista la società, ma ne diventa solamente presidente onorario con Lorenzo Petroni nuovo vice presidente. Mian resisterà in quel ruolo per soli 9 giorni. La squadra intanto è abbandonata a se stessa dalla proprietà. Inizia l’autogestione.
8 agosto 2016. Spunta Pablo Dana. Dopo la bella vittoria della squadra in Coppa Italia a Brescia, ripetuta poi a Gubbio con la Salernitana, si fa avanti un potenziale acquirente della società. Il banchiere italo-svizzero a capo del fondo Equitativa si presenta in una conferenza stampa a Firenze e parte da un’offerta di 5 milioni e inizia un braccio di ferro con la proprietà. Intanto Britaly ignora la cordata dell’avvocato Nolli e tratta con la Italpol di Giulio Gravina, ex cognato di Petroni, e pensa a un nuovo cda con Marco Calleri presidente.
17 agosto 2016. Dana sembra fare un passo indietro e intanto il nuovo amministratore unico, per 4 giorni, Antonio Giampaolo, comunica alla squadra di partire per il ritiro di Serino (Avellino). I giocatori si oppongono mentre l’allenatore della Primavera, Colonnello, è già in Irpinia. La tifoseria non vuole che la squadra abbandoni Pisa. La squadra resta a San Piero. Intanto anche la Lega B e l’Assocalciatori si interessano del caso Pisa. Pochi giorni dopo viene rinviata la prima di campionato Ternana-Pisa.
27 agosto 2016. Durante la serata all’Arena Garibaldi il sindaco Filippeschi, che ha svolto un ruolo chiave nella trattativa, partecipa alla festa dei tifosi e lascia capire che ci sono dei margini per trattare. Britaly ha abbassato le pretese dopo la richiesta di 7,5 milioni fatta durante l’incontro al complesso “Le Giraffe” a San Rossore. Si può chiudere intorno a 6,3 con Lucchesi che rinuncia al suo credito.
30 agosto 2016. La giornata più convulsa. Quando l’accordo sembrava fatto salta tutto malgrado l’impegno del sindaco Filippeschi e di Abodi.
Andrea Chiavacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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