La manifestazione
Traumi e collare per la dottoressa aggredita e ferita
Dopo la rissa niente è cambiato sotto i loggiati «Nessun controllo, dalle istituzioni il silenzio»
PISA. Questa mattina la dottoressa Manuela Biscioni denuncerà coloro che l'hanno insultata e aggredita la settimana scorsa davanti al Vero Bistrot.
Superato lo choc della colluttazione avvenuta in pieno giorno in zona stazione, nella serata di venerdì 26 si è recata al pronto soccorso. «Non riuscivo a muovere il collo e ho deciso di andare a farmi visitare. Risultato? Quindici giorni di prognosi per un trauma muscolare al trapezio», dice la titolare dello studio medico in viale Gramsci. Impossibile dimenticare la offese e le percosse ricevute per aver richiamato due ragazzi senegalesi al rispetto delle regole. A cinque giorni dal brutto episodio che è sfociato in una rissa tra i dipendenti del Vero Bistrot e altri connazionali dei ragazzi, Biscioni ripercorre il filo degli eventi.
«Ero seduta ai tavolini fuori dal Vero Bistrot in compagnia della mia segretaria Giovanna Mucci. Ad un certo punto due ciclisti mi sfrecciano accanto, per pochi millimetri non mi hanno sfiorata - dice la professionista -. Gli ho fatto notare che è un percorso pedonale e che non è regolare percorrerlo in bici, specie a quella velocità».
Il medico racconta che i due ciclisti hanno proseguito la corsa verso l'attraversamento pedonale di viale Bonaini. «Qui hanno investito un giovane che stava attraversando la strada e che si è messo a discutere con loro in maniera piuttosto accesa - sottolinea Biscioni -. Il diverbio è nato da lì. Il più piccolo dei due ha iniziato ad inveire contro il giovane investito e contro di me. Offese pesanti. Il giovane ha reagito dando un calcio alla bici di uno dei due senegalesi. William Frullini è dovuto intervenire affinché non degenerasse la situazione e di questo lo ringrazio molto. Ma alle parole gli africani sono passati ai fatti. La rissa è iniziata così. Dopo poco tempo sono arrivati i "rinforzi" ed eravamo circondati».
Un episodio assurdo. Biscioni e Mucci hanno più volte sottolineato l'inaudita violenza in cui è sfociata la discussione nata per futili motivi. «Voglio ripetere quanto ho dichiarato al vostro giornale, non ho mai visto una cosa simile. Pare che il senegalese più aggressivo abbia solo tredici anni. Ecco, mi chiedo, se a questa giovane età hanno un tale rispetto per le regole, che adulti saranno?».
Mentre la prognosi della signora è di due settimane, quella di William Frullini (il fratello del titolare del Vero Bistrot) è di trenta giorni, quella del dipendente (Brunetti) è di una settimana. «Da dieci anni a questa parte la situazione è andata peggiorando - racconta Franco, il padre dei fratelli Frullini -. Abbiamo fatto decine di segnalazioni e mai niente è cambiato. Mai. Spaccio e violenza sono all'ordine del giorno, anche sotto le telecamere di videosorveglianza. La cosa vergognosa è che da quando è accaduta la rissa nessuna istituzione ha preso contatti con noi. Nessuna dimostrazione di solidarietà, che invece ci è giunta dai nostri clienti. Il sindaco ha dichiarato pubblicamente che è tornato dalle ferie per seguire le vicende del Pisa calcio. Non crede che ci siano problemi ben più importanti?».
Franco Frullini vive la zona della stazione da quasi quarant'anni. È l'ex gestore del bar Tiffany e fa parte del comitato di quartiere. «Venerdì è stato chiamato il 113 ma ci è stato detto che le pattuglie erano tutte occupate per la manifestazione degli ultrà che si stava tenendo all'aeroporto per il Pisa calcio. È uno scandalo - dice ancora Frullini -. Il silenzio della politica è vergognoso, così come il fatto che sabato la situazione era esattamente come sempre. Come se non fosse accaduto niente. Non abbiamo visto nessuna pattuglia sorvegliare la zona». «La polizia, invece, è arrivata dopo mezzora da Pontedera, quando ho visto un ragazzo con un coltello avvicinarsi a Brunetti - precisa Mucci -. Poteva andare molto peggio. Al suono delle sirene sono scappati quasi tutti, anche il giovane investito».
Le immagini riprese dalle telecamere del Vero Bistrot e da quelle della videosorveglianza consentiranno agli inquirenti di ricostruire la dinamica dei fatti. Il quartiere centrale della stazione è oggetto di un ampio progetto di riqualificazione che include anche San Marco-San Giusto. Per ora manca il finanziamento. Palazzo Gambacorti conta di concorrere ai finanziamenti nazionali del piano "periferie degradate".
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