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Salta tutto: Britaly dice no a Dana

Salta tutto: Britaly dice no a Dana

Niente vendita al fondo arabo che offriva tutti i soldi richiesti Snobbato anche Abodi, si apre una crisi forse senza sbocchi

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PISA. Offerte e controfferte, la procura a vendere che diventa una barzelletta, Filippeschi e Abodi che costringono gli avvocati di Britaly e Dana a riparlarsi, squadra attonita a San Piero perché la trattativa era saltata, binari della stazione bloccati (pacificamente) dai tifosi. Prima della fumata nera, esito naturale di una farsa che ora si trasforma in tragedia (sportiva), l’ultimo disperato tentativo di Abodi: «Petroni, vendi. Io farò il garante». Ma poco dopo le 20 è arrivato l’annuncio del sindaco: «Petroni ha detto no. L’ho esortato in un’ultima, lunga telefonata, a un ripensamento: non c’è stato niente da fare».

LA SPERANZA. Poco dopo le 11 di mattina il fondo di Dubai ha inviato la proposta d’acquisto, alla cifra comunicata lunedì dal sindaco e da Petroni (6,2 milioni): il sì del venditore veniva richiesto entro le 13. Pochi minuti dopo Dana concedeva alla controparte uno slittamento di un’ora: la proprietà (in teoria inglese) avrebbe avuto difficoltà a leggere il contratto (in inglese). Anche le 14 però passavano e nessuna risposta arrivava da Roma.

Gattuso in mattinata aveva inviato un messaggio al gruppo Facebook che porta il suo nome (“Io sto con Ringhio Gattuso”): «Grazie ragazzi! Non potete immaginare quanto sia orgoglioso del vostro affetto! Se c’è una cosa che mi sta aiutando a sopportare la situazione, è sapere che 19.500 persone sono con me e capiscono il mio amore per la squadra e per la città».

LA DOCCIA FREDDA. Poco dopo le 15.15 arrivava la brutta notizia dal notaio pisano Angelo Caccetta: «Pur avendo aspettato fino ad ora nella speranza che si trattasse davvero soltanto di un ritardo, comunico che nonostante le rassicurazioni che ci erano state date più volte sia ieri e nel corso di questa mattina, ad ora non è arrivata da parte della Carrara Holding srl nessuna procura per la vendita della società Ac Pisa 1909 ssrl. Circostanza della quale, con un sentimento di incredulità misto a tristezza, devo purtroppo prendere atto».

Di lì a poco ecco, dopo giorni di silenzio, il preliminare di vendita predisposto da Britaly e firmato da Taverniti e Lorenzo Giorgio Petroni: ok a 6,2 milioni di euro, ma con la firma di Dana subito (entro le 18). Pagamento: tra gli altri, 1,45 milioni alla firma del preliminare; altrettanti entro il 9 settembre e il saldo entro il 28. E inoltre pretendeva un cda, nel frattempo, che sarebbe partito con 3 membri in quota Britaly e uno in quota Dana, poi 2 e 2 sino al saldo. In pratica Dana sarebbe dovuto entrare (pagando) ma senza comandare per un mese.

LE REAZIONI. La prima reazione di Dana era dura: «La storia finisce qui, ci stanno e vi stanno prendendo in giro». Poi sono iniziati nuovi colloqui con il sindaco e Abodi che cercavano di contattare le parti in causa per far loro trovare un accordo. Intanto i gruppi della curva Nord chiamavano i tifosi a raccolta alla stazione per continuare a manifestare contro l’attuale proprietà; nel frattempo la squadra si era recata a San Piero per l’allenamento, ma con arrivi e partenze alla spicciolata e volti scurissimi. Da un momento all’altro era annunciata la grande fuga verso altre squadre di B della maggior parte dei giocatori.

L’APPELLO DEL SINDACO. «Ho sentito tutti, proprietari e legali - diceva il sindaco Marco Filippeschi -. Ho di nuovo coinvolto il presidente Andrea Abodi perché sollecitasse le parti a trovare un punto d’incontro. Mi risulta che sia stato fatto. Ho tenuto informato Gattuso. E’ stato dato altro tempo, poco, per evitare risposte definitive che non fossero positive. Faccio di nuovo un appello a convergere su una soluzione - diceva Filippeschi -. E’ l’appello di una città intera e l’aspettativa di chi guarda la crisi anche da lontano. Partite dai punti positivi, con fiducia. Provateci. Richiesta e offerta coincidono: sono 6 milioni e 200mila euro. Nel nostro caso c’è un chiarissimo interesse a chiudere, mentre la società è senza guida ormai da troppe cruciali settimane».

ABODI TENTA IL TUTTO PER TUTTO. Da Roma però non arrivavano risposte e si andava verso un triste ammaina bandiera. Alle 20.30 l’ultimo tentativo, annunciato da Filippeschi: «Abodi ha chiesto a Petroni di sottoscrivere l’offerta presentata stamani da Equitativa, prendendosi quale presidente di Lega la responsabilità di garantire ogni adempimento in essa contenuta. Chiedo con tutta la forza possibile, come appello di un’intera comunità, a Britaly Post e alla famiglia Petroni, finché c’è tempo, una attenta, consapevole e positiva valutazione della proposta di Abodi».

Il presidente della Lega B, spiegava il sindaco, «ha preso in questi minuti un’iniziativa molto forte e esplicita comunicata a Lorenzo Petroni, rivolta alla attuale proprietà dell’Ac Pisa 1909. Mi ha autorizzato a renderla pubblica, con l’urgenza del caso. Abodi ha chiesto a Petroni di sottoscrivere l’offerta presentata stamani da Equitativa, prendendosi quale presidente di Lega la responsabilità di garantire ogni adempimento in essa contenuta. L’ha fatto, mi ha detto, perché l’offerta di 6,2 milioni, compresa delle posizioni debitorie della società, appare evidentemente anche superiore al valore attuale della società e la prospettiva che apre non è confrontabile rispetto ai gravissimi rischi, anche di natura economica, che la rinuncia implica. L’ha fatto ritenendo praticabile, in sede di conclusione della compravendita, ogni utile intesa. Al ruolo di altissimo valore di garante del presidente della Lega di serie B della Figc aggiungo, se è utile, quello del sindaco».

E ORA COSA SUCCEDE? «La questione del Pisa non è dipendente dalla Figc. Io alla Lega di serie B ho dato tutto l'appoggio per poter recuperare le norme che potessero dare la possibilità di prorogare una gara, la seconda non si prorogherà». Lo ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, a Firenze. «Se non trovano un accordo in questi giorni - ha aggiunto - la Federcalcio prende atto e conseguentemente non farà altre proroghe». E’ presumibile che ora Britaly, con molti giocatori in fuga (hanno già messo in mora la società e non dovrebbe essere difficile per loro accasarsi altrove con la rescissione), tesseri una nuova squadra di svincolati e poi cerchi di mandarli in campo già da domenica per non iniziare a prendere le penalizzazioni. Ma l’aria che tira in città non concede molte speranze a una lunga prosecuzione dell’avventura.

Antonio Scuglia

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