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Caos Pisa: Petroni, plusvalenza di 1,8 milioni in caso di cessione
Sommando tutte le voci viene fuori che Britaly ha speso per il Pisa un totale di 3 milioni e 300.000 euro escludendo le spese di gestione di questi mesi (ad esempio gli stipendi o i costi vivi)
PISA. 5 milioni e 800mila euro è la cifra in contanti che il fondo di Dubai rappresentato da Pablo Dana ha messo sul tavolo (con un aiuto di 300.000 euro da parte di imprenditori pisani) per l’acquisto dell’Ac Pisa. Una cifra sicuramente congrua anzitutto partendo dalla stessa valutazione di 5 milioni fatta da Britaly Post per acquistare il 50% delle quote di Carrara Holding in possesso di Fabrizio Lucchesi nei primi giorni di luglio. Congrua, ed in questo caso forse anche generosa, rispetto invece a quanto investito dalla stessa Britaly da gennaio ad ora.
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Il primo versamento degli inglesi risale proprio a gennaio al momento del loro arrivo in società: 1.560.000 euro. Poi il 24 giugno il versamento degli stipendi, 410.672 euro, e il 30 i contributi previdenziali per altri 367.668,66 euro. Vanno poi aggiunti 140.000 euro per la sostituzione della fidejussione “tossica” del giugno scorso e 429.781,79 euro per la ricapitalizzazione, anche questa necessaria per completare l’iscrizione. A questo conto mancano ancora i soldi per liquidare Fabrizio Lucchesi. Cifra che in queste settimane è diventata fondamentale nella trattativa, visto la cessione di quel credito da parte del dg al fondo di Pablo Dana. Oggi sia dall’offerta di Dubai che dal preliminare inviato da Britaly a firma di Lorenzo Giorgio Petroni e dell’avvocato Vincenzo Taverniti (quest’ultimo in qualità di amministratore di Carrara Holding) questa cifra è stata fissata in 400.000 euro.
A questo punto sommando tutte le voci, verrebbe fuori che Britaly ha speso per il Pisa un totale di 3 milioni e 300.000 euro escludendo le spese di gestione di questi mesi (ad esempio gli stipendi o i costi vivi). E’ del tutto evidente che anche nel caso si arrivasse ad una spesa di 4 milioni di euro, stando però molto larghi, il guadagno netto sarebbe di 1 milione e 800.000 euro. Un investimento sicuramente con tasso di rendimento altissimo (quasi il 50%) per un periodo di tempo molto limitato (8 mesi).
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Per quanto riguarda invece i costi di gestione della stagione che ci auguriamo possa ancora iniziare, dobbiamo fidarci di alcune voci che arrivavano dagli ambienti romani in tempi in cui le comunicazioni erano più facili. Il monte stipendi del Pisa ad oggi è di 4 milioni e mezzo, ridotto di un milione e mezzo dopo le rescissioni di Scognamiglio e Merkel. Cifra alta che avrebbe la conseguenza di abbattere drasticamente il contributo (al massimo di 3 milioni e 750.000 euro) della Lega di serie B proprio destinato al Pisa. Se così fosse, quindi, Britaly non vendendo dovrebbe probabilmente anche fare i conti con una ricapitalizzazione nel mese di gennaio.
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