Sicurezza
Una lunga agonia andata avanti fino al 2 settembre
Quello del 31 agosto del 1943 non fu purtroppo l'unico bombardamento che subì la città. Infatti ne seguirono, assieme a vari mitragliamenti, altri 54 fino al 2 settembre del 1944, quando le truppe...
Quello del 31 agosto del 1943 non fu purtroppo l'unico bombardamento che subì la città. Infatti ne seguirono, assieme a vari mitragliamenti, altri 54 fino al 2 settembre del 1944, quando le truppe anglo-americane entrarono a Pisa dopo una lenta risalita della penisola. Nell'estate del 1944 il fronte di guerra raggiunse Pisa, portando alla città ulteriori lutti e sciagure. L'8 settembre del 1943 l'Italia aveva firmato l'armistizio ed il paese rimase spaccato in due con gli anglo-americani a sud, assieme al governo di Badoglio e di Vittorio Emanuele III che erano fuggiti. A nord era rinato il fascismo con la Repubblica Sociale di Mussolini, sempre alleata della Germania nazista. Fu quindi una guerra di risalita da parte degli alleati combattuta lungo la penisola, assieme alle forze partigiane. La prima tappa fu il fronte dei fiumi Liri e Garigliano sfondato nella primavera del 1944. Il 4 giugno fu liberata Roma dalle truppe anglo-americane che in pochi mesi arrivarono alla linea Gotica situata a cavallo degli Appennini. Pisa visse in questo limbo due mesi durissimi. Gli alleati, il 19 luglio, avevano raggiunto Livorno investendo da subito Pisa. Anche il mese di giugno era stato tragico per Pisa con una trentina di bombardamenti che miravano ai ponti sull'Arno. Tra bombe e mine tedesche saltarono in aria la Cittadella, il Palazzo Pretorio con la torre dell'orologio, il ponte di Mezzo e gli altri ponti cittadini. Visti questi eventi, a luglio circa 1.500 persone si rifugiarono tra l'ospedale ed il Palazzo Arcivescovile nella speranza che la fama dei monumenti tenesse lontano le bombe. Purtroppo, però, il 27 luglio, era di giovedì, l'artiglieria alleata colpì il tetto del Camposanto monumentale, bruciando le capriate di legno e fondendo le lastre di piombo. Per tutta la notte i pezzi del tetto rovinarono sulle opere d'arte sottostanti, mentre il giorno successivo il fuoco completò il proprio lavoro danneggiando gli affreschi e bruciando le porte dell'edificio. Passò poi anche agosto e finalmente il 2 settembre per Pisa finì l'incubo della guerra. (s.m.)
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